12 Marzo 2018

Non chiamatelo reddito di cittadinanza: breviario minimo della proposta M5S

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    Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, che dopo il voto del 4 marzo si è rivelato il primo partito italiano e il primo gruppo parlamentare (con 227 deputati e 112 senatori), poggia su un equivoco lessicale e semantico: lo hanno chiamato “reddito di cittadinanza” nella proposta di legge n. 1148/2013 a prima firma Nunzia Catalfo (senatrice M5S appena rieletta), ma non lo è. Non è una forma universale di sostegno al reddito, legata al solo requisito della cittadinanza, come erogata ad esempio in Alaska (1.100 dollari nel 2017). È invece, come tiene a precisare in ogni occasione Pasquale Tridico, ministro...