08 Agosto 2018

Economia: chi sono i più interpellati come esperti?

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    La presenza mediatica delle donne per spiegare e interpretare il mondo dell’economia è sempre inferiore a quella degli uomini, nonostante le esperte ci siano e anche di alto livello e provata professionalità. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, il più ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilità delle donne nei mezzi d’informazione, radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono solo il 18%. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. I dati più recenti,...

07 Maggio 2018

Il lavoro che lei vorrebbe fare … se non fosse da maschio

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    Le donne che scelgono di studiare hanno attualmente accesso ad ogni percorso formativo, e le donne che scelgono di lavorare possono svolgere qualsiasi attività professionale; in pratica però la presenza femminile non si distribuisce in modo uniforme nei corsi di studio e nelle professioni, ma risulta concentrata in ambiti più specifici. Questo fenomeno si chiama segregazione orizzontale (scolastica e professionale), ed è correlato all’influenza degli stereotipi di genere. Da anni la Commissione europea ribadisce che gli stereotipi legati al sesso, cioè i convincimenti culturali e sociali nei confronti di ruoli...

19 Aprile 2018

"Draw a scientist": disegneresti un uomo o una donna?

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In inglese i nomi generalmente non si declinano al maschile o al femminile. Ci sono alcune eccezioni, come actor e actress o prince e princess ma nei casi di professioni si usa normalmente doctor, per esempio, sia per un dottore che per una dottoressa, o scientist. Se quindi chiedi a un bambino "to draw a scientist", stai chiedendo di disegnare uno scienziato o una scienziata, senza differenza. Deciderà lui o lei. Il "Draw a scientist test" (Dast) è un test che è stato utilizzato a valutare la percezione dei bambini e delle bambine rispetto alla figura dello scienziato e della scienziata nel corso degli anni. In uno...

23 Marzo 2018

Elena Ferrante dalla parte delle donne, anche quelle... cattive

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    Da qualche mese, Elena Ferrante (pseudonimo usato da Anita Raja) tiene una rubrica settimanale sul Guardian. Racconta l’Italia, ma anche, e con decisione, il punto di vista femminile. L’ultimo articolo ha ricevuto decine di commenti critici dai lettori britannici, tra cui la domanda: “Forse sarà così in Italia? Non da noi!”. Che cosa ha suscitato tanta indignazione? In cinque brevissimi paragrafi, Ferrante ha scolpito nella pietra la condizione femminile (in Italia? Forse, ma non solo), senza preoccuparsi di smussare gli angoli. Se potessi incontrarla, vorrei dirle che capisco come un linguaggio così netto abbia...

15 Marzo 2018

Quando l'Italia parla di Pari Opportunità all'Onu

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            Intervento alla 62ma Conferenza internazionale sullo Stato delle Donne presso le Nazioni Unite (CSW62) del 14 marzo a New York Signora Presidente, Signori Relatori, Distinti Delegati, Sono lieta di essere qui oggi a rappresentare la posizione del Governo italiano in merito ad un tema sensibile quale quello della partecipazione e accesso delle donne ai media e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione come strumento per il progresso e l'emancipazione delle donne. La promozione dell’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze sono riconosciute,...

09 Marzo 2018

Vogliamo essere tutti uguali. Sì, ma uguali a chi?

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    L’Università di Georgetown ha appena rilasciato un rapporto che si intitola: “Le donne non possono vincere”. Ma vincere cosa? La gara contro gli uomini, contro sé stesse oppure contro il sistema? Il rapporto parla del persistere del divario salariale, che negli Stati Uniti resta del 9% anche in condizioni di perfetta parità educativa e di profilo professionale. E aggiunge che le donne: 1. tendono a scegliere lavori remunerati meno; 2. hanno un maggiore carico familiare da gestire; 3. devono dimostrare di avere maggiori qualifiche per ottenere lo stesso livello reddituale degli uomini. Insomma, gli anni passano e...

26 Febbraio 2018

"Scosse" anti-stereotipi: la bella fatica di "educare alle differenze"

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    Anche per combattere gli stereotipi ci vuole metodo. Soprattutto se la missione è quella di portare la lotta dove può dare i risultati migliori: nelle scuole, tra bambine, bambini e adolescenti. Lo sa bene la squadra di Scosse, associazione di promozione sociale nata a Roma nel 2011 dall'idea "sovversiva" di un gruppo di ragazze. «Volevamo provare a costruire un'organizzazione che partisse dall'università per portare nella società tutto il lavoro sugli stereotipi e di contrasto alle discriminazioni», racconta la presidente Monica Pasquino. «Volevamo che l'eccellenza universitaria si aprisse al mondo della scuola»....

18 Dicembre 2017

A Natale libri per bambini né ribelli né no

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    Cosa succede se Babbo Natale sta male? Niente paura, Mamma Natale sa cosa fare per non deludere i bambini. E non si tira indietro di fronte a nulla: costruire i giocattoli, modificare la bicicletta in versione turbo, viaggiare tutta la notte e calarsi dai camini. Una storia come un'altra nel periodo di feste, quella di "Mamma Natale" scritta da Panny Ives. Perché parlarne allora? Perché nell'ultimo anno i libri "contro gli stereotipi di genere" vanno per la maggiore, a cominciare dal successo internazionale "Storie della buonanotte per bambini ribelli". Un libro che, per altro, mio figlio diecenne ha trovato per caso e ha...

19 Novembre 2017

"Mamme sull'orlo di una crisi di nervi": elogio alle madri imperfette

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    Tre buongiorno, due grazie, zero sorrisi. È quanto riesce a racimolare Caroline in un giorno qualunque della sua vita da mamma single. A volte si sente sola e quando ha bisogno di calmarsi osserva il bucato che girà nell'oblò della lavatrice. Passatempo che pare piacere anche a Malo, il figlio di tre anni e mezzo. Le sue disavventure e quelle di altre donne sono raccontate in “Mamme sull'orlo di una crisi di nervi”, graphic novel di Gwendoline Raisson e Magali Le Huche, uscito in Italia per Edizioni Clichy. Per far fronte alle difficoltà della sua vita personale e professionale Caroline inizia a frequentare...

21 Luglio 2017

Quanto sessismo in pubblicità: ecco dove scovarlo (e come eliminarlo)

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    Prepariamoci a goderci la TV e i giornali senza pubblicità. Se infatti, in un impeto di buona volontà e reale intenzione di risolvere la disparità di genere che ci affligge, l'Italia decidesse di imitare il Regno Unito, potremmo adottare regole simili a quelle introdotte in questi giorni dalla ASA, l’ente che vigila sugli standard pubblicitari britannici, e resteremmo praticamente senza annunci pubblicitari. Dopo aver già vietato le pubblicità con riferimenti sessuali oppure che mostrassero donne “pericolosamente magre”, la ASA ha infatti appena rilasciato delle nuove regole, tese a impedire che la pubblicità...