11 Settembre 2017

Millennials&App: Google e Facebook vincono ma l'irrinunciabile è un'altra

scritto da

  Fino a quattro ore al giorno. È il tempo che i Millennials passano consultando il loro smartphone. Fare e ricevere telefonate è diventato però secondario, perché la maggior parte del tempo viene assorbita dalle applicazioni. Per la precisione l'uso di app rappresenta il 57% di tutti i consumi digitali. E la app più diffusa tra i giovani, potrebbe sembrare strano, non è una app di social media. Lo rivela lo studio di ComScore "The 2017 U.S. Mobile App Report" che ha esplorato le abitudini di utilizzo dei proprietari di smartphone negli Stati Uniti e mostra quali sono le app più amate e utilizzate dalla generazione...

28 Agosto 2017

Multinazionale e hi-tech: l'azienda dei sogni di un Millennial

scritto da

  Indolenti e infedeli. È lo stereotipo dei Millennials sul lavoro. Se è pur vero che i lavoratori tra i 25 e i 34 anni cambiano lavoro più o meno ogni 3 anni, il triplo dei cinquantenni, i dati smentiscono il fatto che siano svogliati. Secondo Manpowergroup, il 73% dei Millennials in giro per il mondo dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana, e in media la settimana lavorativa di un ragazzo italiano è di 43 ore. Ciò che è cambiato rispetto al passato è l'atteggiamento nei confronti delle aziende presso cui i giovani cercano impiego. La stabilità finanziaria non basta. Da un posto di lavoro la generazione Y si...

03 Luglio 2017

Google: politiche retributive discriminatorie o semplicemente un vizio di mercato?

scritto da

Prassi retributive discriminatorie verso le donne. Questa l'ipotesi su cui sta indagando il Department of Labor (equivalente del ministero del lavoro) riguardo a Google. Come ex di Google sto seguendo con particolare interesse la questione perché il gruppo mi ha dato a suo tempo grandi opportunità. La mia prima manager a Google era Claire Johnson, oggi COO di Stripe. Una vera champion della meritocrazia e delle pari opportunità. Sheryl Sandberg, a capo del dipartimento per cui ho lavorato quattro anni e oggi COO di Facebook, mi ha sempre fatto sentire completamente supportata e mi ha sempre spinta ad avere grandi ambizioni. La stessa...

10 Maggio 2017

L'estate dei bambini: fra mare e montagna che ne dite di un po' di coding?

scritto da

Capire il meccanismo che fa funzionare una macchina o un programma. Costruire la prima app. Accrescere la voglia di ricerca e sperimentazione. Acquisire capacità di problem solving divertendosi. Pensare e costruire casette magiche ed intelligenti. Guardare alle sfide senza schemi mentali preimpostati. Programmare robot. Valutare diverse opzioni e punti di vista, decidendo quale seguire. Sviluppare il primo sito.   Un gioco da ragazzi…anzi da bambini! Credete sia un’esagerazione? Se il bambino apprende fin da giovane età elementi di coding e programmazione, avrà il vantaggio di sviluppare delle...

08 Febbraio 2017

Usa: bloccare gli immigrati è un autogol per la Silicon Valley (e non solo)

scritto da

Sono all’aeroporto internazionale di San Francisco. La zona degli arrivi è stata invasa da migliaia di protestanti. Da ore fanno sentire la loro voce contro l’ultimo, ennessimo irreale atto di Trump: bandire l’ingresso negli Stati Uniti a qualunque cittadino di uno dei sette paesi che secondo il neopresidente, senza dati alla mano, non sono amici degli Stati Uniti e sono invece potenziali importatori di terroristi. Non importa se hanno il visto, la green card, se sono rifugiati o tentano di immigrare illegalmente. E’ sufficiente che siano cittadini di uno dei sette paesi della lista nera di Trump e non possono piu’ entrare...

22 Marzo 2016

I tre primi passi per un profilo LinkedIn di successo

scritto da

Stiamo facendo il possibile per raccontare qual è il nostro talento? Era la domanda con cui chiudevo il mio ultimo pezzo, Sei regole per avere successo sui social network. In quell'occasione abbiamo visto come possa essere affrontata una prima revisione del nostro posizionamento online in termini di personal branding, e per quanto riguarda LinkedIn, ci eravamo appunto lasciati con questo quesito. Diamo per scontato di essere già parte di quei 9 milioni circa di utenti italiani iscritti a LinkedIn (sui 414 a livello globale), e che abbiamo compreso che avere un profilo LinkedIn oggi sia una opportunità personale, prima ancora che...

14 Marzo 2016

Da Google a Facebook, la battaglia per conquistare i migliori talenti. Chi la vince fra i big?

scritto da

Negli Avengers la quota rosa è la Vedova Nera. Il solo fatto che sia nel gruppo non fa porre il problema della diversità. Stessa logica nei meeting delle tech company: se c'è almeno una donna nella stanza si tira un sospiro di sollievo, si è oltre la soglia minima. Soglia stabilita attorno al 30% nelle aziende. Un livello, peraltro, basso, se si considera che negli States le donne sono il 59% della forza lavoro e il 53% della popolazione. Eppure nelle big del settore tech si fatica anche solo a raggiungere il 20% per le professioni più tecniche. I grandi gruppi hanno iniziato a rendere noti i dati relativi allo spaccato di genere....

22 Febbraio 2016

Anna Gatti: le startup italiane viste dalla Silicon Valley

scritto da

"Negli Stati Uniti un giovane di 20-25 anni pensa di poter cambiare il mondo. In Italia pensa di non poter far nulla di eccezionale e punta a un posto fisso". Anna Gatti, classe 1972, vive fra gli States e l'Italia per lavoro e crede che questa sia la differenza fra i due Paesi che colpisce di più. Dopo una laurea in Economia e un PhD alla Bocconi, Gatti ha proseguito le attività di ricerca fra Trento, Stanford e Berkeley. Ha lavorato inizialmente presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per poi diventare partner di MyQube - Telecom Italia Venture Fund e fare esperienze nei maggiori gruppi tecnologici americani: Google,...

18 Febbraio 2016

Ricerca Google: collaborazione e innovazione sulla carta, ma HR e board frenano

scritto da

Collaborazione e innovazione sono le parole d'ordine della nuova strategia delle società americane. Eppure il cambiamento non decolla e gli insospettabili colpevoli sono i consigli di amministrazione e gli uffici del personale. E' quanto emerge da una ricerca di Raconteur per Google for work che ha coinvolto 258 responsabili d'azienda e dell'information technologies del Nord America. Una direzioni in cui si guarda anche già in Italia, come dimostra la giornata del lavoro agile. Ma se è intuitivo il perché le aziende debbano investire nell'innovazione, è meno evidente che impatto possa avere una strategia di collaborazione tra team...