Silvia Pasqualotto

Scrivo di avvocati ed economia ma anche di donne, diritti, diversity e consumatori. Giornalista per i siti di informazione economico-legale inhousecommunity.it e legalcommunity.it. Irrequieta per natura, passo buona parte delle mie giornate a pensare di aver sbagliato coda perché quella di fianco a me va sempre più veloce. Mi sono laureata in filologia moderna, ma ho una cotta per la storia contemporanea e le trasmissioni di cronaca nera. Da qualche anno vivo tra Milano (il lavoro), Padova (la mia campagna) e Roma (il mio cuore) con la valigia sempre di fianco al letto, anche se (in fondo, in fondo) sogno di diventare un animale stanziale con una casa da catalogo Ikea. Ho collaborato con Donna Moderna e Kataweb Consumi.
11 Gennaio 2017

Easyjet: 20% di donne al comando per rompere gli stereotipi... in volo

“È la comandante che vi parla”, è la frase che presto potreste sentire sugli aerei Easyjet. La compagnia di voli low cost ha lanciato un piano di nuove assunzioni e si è proposta di raggiungere, entro il 2020, l’obiettivo del 20% di donne al comando. La scelta di incoraggiare le donne che vogliono diventare pilota fa parte di un piano – la Amy Johnson flying initiative - a sostegno dei talenti femminili voluto dall’amministratrice delegata della compagnia, Carolyn McCall. Una conferma che le donne ai vertici sono la chiave per aumentare le presenze femminili a tutti i livelli? Nel caso di Easyjet sembra essere...

29 Dicembre 2016

Avere 30 anni nel 2016: le tre cose che ho capito della mia generazione

Nel corso di quest’anno che sta per terminare siamo stati chiamati con tanti nomi. Ci hanno definiti la generazione “a metà del guado”. Quella degli eterni giovani che hanno imparato a stare “a proprio agio nel disagio”. Ma anche quella dei “precari a vita”. Raramente si parla bene di noi. Spesso veniamo compatiti. Qualche volta giustificati. Quasi mai capiti. Oriana Fallaci in Se il sole muore scrisse che i trent’anni sono stupendi perché “è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente a trent’anni”. Ma cosa significa davvero avere 30 anni...

22 Dicembre 2016

La lezione di leadership di Madonna

“Dobbiamo iniziare ad apprezzare il nostro valore e il valore delle altre donne. Cercate degli esempi di donne forti con cui fare amicizia, da cui imparare, con cui collaborare, alle quali ispirarsi, da sostenere e dalle quali farsi illuminare”. Queste parole, degne della miglior leadership coach, non sono state pronunciate da una guru del femminismo, né da una docente universitaria specializzata in temi di genere. A parlare è stata una donna di 58 anni che all’anagrafe si chiama Madonna Louise Veronica Ciccone, ma che tutti conoscono come Madonna. La “regina del pop” ha pronunciato queste parole, lo scorso 9 dicembre, dopo...

15 Dicembre 2016

Diritto all’oblio e Tiziana Cantone. Il problema della memoria tra legge e tecnologia

Sparire (almeno apparentemente) dalla rete è, dal 2014, un diritto per tutti i cittadini dell’Unione europea. Eppure, nonostante le sentenze favorevoli, ottenere l’applicazione del cosiddetto diritto all’oblio sembra essere tutt’altro che facile. Lo dimostra la tragica vicenda di Tiziana Cantone, la giovane morta suicida lo scorso settembre dopo che alcuni video hard che la vedevano protagonista erano stati diffusi in rete e sui social network. Delle implicazioni per il diritto e per l’informazione di questa tragica vicenda si è parlato nell’incontro “Memento. Il diritto all’oblio tra legge e tecnologia”,...

07 Dicembre 2016

Studi legali: poche socie e tante contraddizioni

Sono più della metà dei praticanti e degli stagisti che entrano negli studi legali (il 51,31%, secondo i dati dell'Associazione degli studi legali associati) eppure al ruolo di partner arrivano in poche. Il 16,84% per essere precisi. La cifra è il risultato dell'analisi di un campione di 60 studi legali d'affari italiani e internazionali fatta da Legalcommunity.it. Confrontando il numero dei soci e delle socie è, infatti, emerso che la governance delle law firm continua a essere quasi del tutto maschile. Diventare socia di uno studio legale è perciò ancora una strada in salita, come dimostrano le risposte delle oltre 400...

25 Novembre 2016

#25novembre: Contro la violenza sulle donne le leggi da sole non bastano

Ci sono reati per i quali le leggi da sole non bastano. Servono anche forze dell’ordine, avvocati e magistrati con la voglia e la capacità di farle rispettare e di applicarle nel modo corretto. “In Italia non è ancora radicata una cultura basata sui diritti umani, che metta al centro l'esigenza di protezione della donna che chiede aiuto in una situazione di violenza da parte di un uomo”. È molto severa Barbara Spinelli. Avvocata e attivista per i diritti umani, Spinelli è stata la promotrice, nel nostro Paese, dell’uso della parola femminicidio e anche una delle prime persone a parlare di “responsabilità di Stato” per...

16 Novembre 2016

Legge Cirinnà: i cambiamenti in arrivo in azienda. Stessi diritti anche sul lavoro

Immaginate di esservi sposarvi e di non poter partire per il viaggio di nozze. No, non vi siete ammalati e non avete nemmeno deciso di posticipare la luna di miele. Non potete partire perché il vostro datore di lavoro non riconosce il vostro matrimonio e quindi nemmeno il diritto al permesso retribuito di quindici giorni. Questo era quello che avveniva fino allo scorso 25 febbraio. Fino a quando il Parlamento, dopo mesi di proteste e di scontri, è riuscito ad approvare la legge Cirinnà. Pochi lo sanno ma la norma, conosciuta soprattutto per aver legalizzato le unioni civili nel nostro Paese, ha introdotto anche nuovi diritti per i...

08 Novembre 2016

Cognome materno, vietarlo per la Consulta è incostituzionale

Obbligare i genitori a dare ai figli il solo cognome del papà, e vietare invece quello della mamma, è incostituzionale perché viola l’uguaglianza tra uomo e donna. Lo ha deciso l’8 novembre la Corte Costituzionale, interpellata da una coppia di Genova alla quale l’anagrafe aveva negato la possibilità di chiamare il proprio bimbo sia con il cognome della mamma sia con quello del papà. Il motivo va ricercato in quella consuetudine patriarcale – più volte condannata dai tribunali nazionali e internazionali - che deriva dal diritto latino e che prevede che i bambini vengano chiamati con il solo cognome paterno. La sentenza...