Riccarda Zezza

Sono un'imprenditrice, un'ex manager, una formatrice e una mamma. Ho co-fondato Piano C, il primo coworking in Italia ad offrire un cobaby, luogo che oggi è anche un laboratorio di nuovi modelli di incontro tra donne e lavoro. E ho lanciato, insieme ad Andrea Vitullo, "maam - maternity as a master", la soluzione definitiva per smettere di perdere capitale umano ogni volta che una donna ha un figlio. Oggi maam è diventato anche un percorso digitale per donne in congedo di maternità: trasformando questo periodo della vita in un vero e proprio motore di energie e di competenze.
18 Maggio 2018

Un governo che aiuterà le mamme (a restare fuori dal 21° secolo)

    Non so se avremo un governo, ma di sicuro in Italia non mancano i contratti. Ed ecco come l’ultimo contratto, prodotto dall'alleanza Cinque Stelle Lega, tratta il tema “conciliazione vita-lavoro” in Italia. "Occorre introdurre politiche efficaci per la famiglia, per consentire alle donne di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, anche attraverso servizi e sostegni reddituali adeguati. Inoltre, è necessario prevedere: l’innalzamento dell’indennità di maternità, un premio economico a maternità conclusa, per le donne che rientrano al lavoro e sgravi contributivi per le imprese che mantengono al...

11 Maggio 2018

Madri "da aggiustare"... oppure talenti nascosti?

  Si avvicina la “festa della mamma”: un buon momento per parlare della condizione della maternità in Italia. Come ogni anno, a fare il punto sulla condizione della madri in Italia è il rapporto di Save the Children, e non fa sconti. “La maternità in Italia rappresenta ancora una sfida nella quale le madri sono vere e proprie equilibriste tra la vita privata e il mondo lavorativo. Occorre passare da interventi spot e una tantum ad un piano strutturato di sostegno, mettendo finalmente in rete le diverse risorse disponibili, a livello regionale, nazionale ed europeo», osserva Raffaela Milano, direttrice dei programmi...

04 Maggio 2018

Chi insegnerà la sessualità a mia figlia?

    Leggo che Gwyneth Paltrow, dopo numerosi libri di cucina, ne ha scritto uno sulla sessualità “per evitare che suo figlio apprenda tutto solo da internet”, e la notizia per qualche motivo mi dà fastidio. Faccio un giro su internet per aggiornarmi sullo stato dell’educazione sessuale nelle scuole europee e in Italia, e trovo conferma del mio primo istinto: l’Italia è tra i sette Paesi europei (insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania Regno Unito) in cui non si insegna educazione sessuale a scuola. Ne consegue che i nostri figli o troveranno “tutto” su internet, oppure dovranno essere salvati da...

27 Aprile 2018

Siamo pronti a vedere "un governatore" che allatta?

    Mentre in Italia le donne del PD si organizzano al grido di “#towanda” (l’ho amato: finalmente un po’ di sana ironia e cameratismo) per riprendere qualche posizione all’interno del proprio perduto partito, le donne americane sono già scese in campo in modo impressionante, e non solo per i numeri. Quaranta di loro si sono candidate come governatrici: sei in più rispetto al record precedente registrato nel 1994. Quattrocento si sono registrate per candidarsi alla Camera dei Rappresentanti, erano 272 nel 2016. Cinquanta infine le candidate senatrici, che nel 2016 erano quaranta. Ma non è tutto qui: la maggior...

20 Aprile 2018

Perché il potere femminile non è (ancora) sexy

    In questi giorni sto lavorando sul concetto di “potere”. Lo cerco nei libri, negli articoli di giornale, nelle ricerche scientifiche… ma anche per la strada, nelle immagini, nei film. Spesso durante i workshop chiedo ai manager: “chi ha il potere”? Le risposte spaziano dai capi di stato alle persone economicamente influenti alle rock star ai calciatori. Il potere sembra essere un misto di “valore economico dell’immagine”, dimensione dell’influenza e capacità di decidere per gli altri – o meglio “sugli” altri. Poi domando a loro se pensano di avere potere. E’ una domanda inaspettata per molti,...

13 Aprile 2018

Quando un matrimonio finisce... chi paga il conto?

    Nelle partnership di business, il momento migliore per pensare a come finirle è proprio all’inizio, quando tutto va bene e le prospettive sono rosee. Si chiama “exit strategy”: vuol dire concordare i termini di uscita da un rapporto quando lo si avvia. Poco romantico ma estremamente utile quando poi, al momento della fine della relazione, può capitare che alcuni termini della partnership si siano inaspriti, e la negoziazione della fine diventi molto più difficile. E’ possibile pensare in questi termini anche a una storia d’amore? Anche nel caso dei rapporti di coppia, infatti, non c’è momento peggiore per...

06 Aprile 2018

Sette cose che fanno paura a un'imprenditrice

    “Speriamo che tra una decina d'anni potremo leggere che un gruppetto di persone si sono trovate in un piccolo spazio di coworking a Milano per costruire un’azienda che ha prima mandato all’aria e poi salvato il business della (tras)formazione delle persone”, mi scrive Raffaele, il Chief Operation Officer di Life Based Value, la mia società . Prima "mandare all’aria" e poi "salvare" il business della (tras)formazione delle persone: che auspicio audace e senza… paura! Proprio oggi l’Harvard Business Review ha pubblicato un articolo dal titolo: “In che modo la paura aiuta (e fa male a) gli imprenditori”,...

30 Marzo 2018

Care ragazze, io “non ce l’ho fatta”, e vi spiego perché

    Si sente sempre più parlare di donne: sui media, nei convegni e sui social. L’ondata è quasi travolgente: la questione sembra aver raggiunto la dimensione di “massa critica” e straborda in ogni settore: si contano le donne in politica, si assegnano le prime poltrone “importanti”, ci si annotano le promesse non mantenute, le copertine delle riviste sono piene di role model, fioriscono liste di esperte per ogni materia e professione. Donne intorno ai 40 anni che si sono guadagnate carriere luminose, donne che “ce l’hanno fatta”. Nonostante l’enorme impegno di conquistarla, quella poltrona, e poi di...

23 Marzo 2018

Elena Ferrante dalla parte delle donne, anche quelle... cattive

    Da qualche mese, Elena Ferrante (pseudonimo usato da Anita Raja) tiene una rubrica settimanale sul Guardian. Racconta l’Italia, ma anche, e con decisione, il punto di vista femminile. L’ultimo articolo ha ricevuto decine di commenti critici dai lettori britannici, tra cui la domanda: “Forse sarà così in Italia? Non da noi!”. Che cosa ha suscitato tanta indignazione? In cinque brevissimi paragrafi, Ferrante ha scolpito nella pietra la condizione femminile (in Italia? Forse, ma non solo), senza preoccuparsi di smussare gli angoli. Se potessi incontrarla, vorrei dirle che capisco come un linguaggio così netto abbia...

16 Marzo 2018

Donne e potere: perché il denaro non basta

    Bill e Melinda Gates hanno da poco annunciato che la loro fondazione investirà 170 milioni di dollari per “aiutare le donne ad esercitare un potere economico”. La notizia è un’epifania perché, per quanto potesse sembrare ovvio che è meglio insegnare a pescare alle persone piuttosto che rifornirle continuamente di pesce: buona parte dei fondi filantropici dedicati alle donne fino ad oggi si dedicavano a “curarne” le sofferenze piuttosto che a renderle artefici del proprio destino. Il microcredito, con la sua ineffabile logica economica, aveva cominciato a tracciare una strada differente: le microimprese create...