Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
14 Maggio 2018

Il lavoro che non manca mai

          In classe: Qual è il lavoro che non manca mai? Prof, io lo so, ma non lo dico! ? … Ma no, no no, non alludo alle attività legate all’ultimo commiato, che tra l’altro sono svolte da personale maschile nel 99,9% dei casi … Intendo riferirmi al lavoro delle casalinghe, e a tutte quelle attività familiari che generano una produzione di beni e servizi altrettanto utile di quella di mercato, ma che non hanno prezzo (in più di un senso) … I dati sull’uso del tempo delle persone in coppia con figli (Tabella 1 qui di seguito) mostrano che gli uomini lavorano più ore al giorno per il mercato,...

07 Maggio 2018

Il lavoro che lei vorrebbe fare … se non fosse da maschio

    Le donne che scelgono di studiare hanno attualmente accesso ad ogni percorso formativo, e le donne che scelgono di lavorare possono svolgere qualsiasi attività professionale; in pratica però la presenza femminile non si distribuisce in modo uniforme nei corsi di studio e nelle professioni, ma risulta concentrata in ambiti più specifici. Questo fenomeno si chiama segregazione orizzontale (scolastica e professionale), ed è correlato all’influenza degli stereotipi di genere. Da anni la Commissione europea ribadisce che gli stereotipi legati al sesso, cioè i convincimenti culturali e sociali nei confronti di ruoli...

22 Gennaio 2018

In Italia il fascino della PA seduce i laureati migliori

    Il settore pubblico assume col contagocce, ma si prende il fior fiore dei laureati e soprattutto delle laureate. Tre anni dopo il conseguimento del titolo, meno di un laureato su quattro lavora nel settore pubblico, ma il 47% di questi neoassunti si è laureato con lode (contro il 32% del settore privato). Il divario è anche maggiore considerando la sola componente femminile: lavora nel pubblico solo una laureata su quattro, ma il 50% di queste neoassunte si è laureata con lode (contro il 37% del settore privato) (Tabelle 1 e 2). Tabella 1 - Laureati magistrali per sesso e settore di occupazione, tre anni dopo il...

15 Gennaio 2018

Dare a Cesare quel che è di Cesare, è tanto difficile se Cesare è donna?

    Per me va bene così, da un punto di vista personale. Se non mi si chiedono pareri mi si fa un favore, ma certo che la questione è intrigante. Questa ricerca evidenzia che le economiste, quando scrivono un nuovo saggio, richiedono l'opinione e i consigli dei colleghi e presentano i loro risultati più spesso, e a più persone, di quanto non facciano gli economisti. Ma pur partecipando ad un maggior numero di network, e offrendo i loro commenti più spesso dei colleghi di sesso maschile, sono, alla prova dei fatti, meno citate e meno ringraziate di loro. Gli economisti non chiedono l'opinione delle colleghe o, se lo fanno,...

08 Gennaio 2018

La piccola Islanda ha preso il toro per le corna

    La piccola Islanda ha preso di petto l’annosa questione della disparità retributiva tra uomini e donne imponendo per legge, alle imprese pubbliche e private con più di 25 dipendenti, la certificazione della parità di trattamento, puntando così alla eliminazione della discriminazione salariale di genere. Si noti che l’obiettivo della legge appena promulgata dal Parlamento islandese non è quello di vietare la discriminazione di genere, poiché quest’ultima è già vietata fin dal secolo scorso in Islanda come in ogni altro Paese europeo (cfr. la direttiva 75/117/EEC1 che sancisce la parità di retribuzione per...

30 Ottobre 2017

Coraggio ragazzi che avanti c’è posto!

    Prima lezione del nuovo anno accademico. Aula stracolma, alcuni studenti seduti a terra davanti alla cattedra. “Prof, siamo troppi!” No no, voi siete pochi, molto pochi ... è l’aula che è piccola! I ventenni di oggi sono la metà degli attuali cinquantenni, e solo uno su quattro, di questi pochi giovani, studia fino alla laurea ... Ci sono Paesi, come il Canada, in cui più della metà dei giovani si laurea, o come la Corea, in cui il 70% dei giovani si laurea ... solo il Messico fa peggio di noi tra tutti i paesi dell’OCSE. Quali pensate che saranno le conseguenze di questa scarsità di giovani laureati...

28 Agosto 2017

Laureati: retribuzioni inversamente proporzionali ai voti

    I dati Istat sull’inserimento professionale dei laureati evidenziano che la componente femminile (che rappresenta il 54 % del totale) ottiene mediamente retribuzioni più basse della componente maschile. Per l’insieme dei laureati la retribuzione mensile netta tre anni dopo il conseguimento del titolo è di 1.217 euro per la componente femminile e di 1.414 per la componente maschile. Le laureate guadagnano dunque in media il 14% in meno dei laureati. Questa differenza retributiva varia tra 9% e 19% (Tabella 1), ed è riscontrabile in ogni partizione dell’insieme: negli occupati con laurea triennale e in quelli con...

24 Luglio 2017

Differenze di genere nel voto di laurea

    Quando devo affrontare in classe il tema delle differenze di genere nei voti di laurea so già prima di cominciare che la lezione incontrerà punti di resistenza psicologica, e che i miei studenti di genere maschile non mancheranno di sottolinearli. I dati Istat sui percorsi di studio dei laureati evidenziano che la componente femminile (che rappresenta il 55,3% del totale) ottiene mediamente voti più alti della componente maschile. Per l’aggregato che comprende tutti i tipi di laurea, il voto medio è 104,0 per la componente femminile e 101,9 per la componente maschile. La disaggregazione per tipo di laurea (tabella1)...

15 Maggio 2017

Selezioni "cieche al sesso": ciò che non so non può condizionarmi

E’ comune sentire affermazioni come: “Qui conta il merito, non l’essere uomo o donna”, ma ogni volta che i ricercatori analizzano l’esito delle procedure di valutazione trovano piuttosto la prova del contrario. I risultati delle ricerche che confrontano gli esiti di una selezione con quelli “ciechi al sesso” del gruppo di controllo evidenziano consistenti e sistematiche disparità di trattamento causate dagli stereotipi di genere. E’ importante sottolineare che i valutatori non ne hanno colpa, essendo anche loro, come ogni altro decisore, portatori inconsapevoli di stereotipi. Il comportamento viziato dal pregiudizio è...

27 Marzo 2017

Donne e lavoro? Se non hanno pane, che mangino brioches

“Da un mercato del lavoro largamente basato su contratti da dipendente a stipendi fissi dobbiamo immaginare un mercato in cui c’è ampia condivisione dei risultati raggiunti: in entrambe le direzioni, condividendo quindi il rischio di impresa e i successi di impresa”. Così Luca Foresti, in un suo post su Econopoly, scrivendo di imprenditorialità, mi fa riflettere e mi porta a ripercorrerne il contenuto con sguardo di genere. Mi domando se questo cambiamento, per molti aspetti auspicabile, avrebbe lo stesso impatto sulla componente maschile e su quella femminile dell’occupazione. I dati sull’occupazione per posizione nella...