Giuliano Pasini

Classe di ferro 1974, nato a Zocca (sì, il paese di Vasco), abito a Treviso ma vivo sull’A4 tra Venezia e Milano. Mi considero, mio malgrado, il pigro più attivo del mondo: prima dell’alba scrivo romanzi (“Venti corpi nella neve” per i tipi di Fanucci, “Io sono lo Straniero” e “Il fiume ti porta via” per Mondadori), dall’alba al tramonto mi occupo di comunicazione, quando posso corro maratone. E la mia vera passione è stare con mia moglie Sara e i miei tre figli, arrivati in due anni… Da buon emiliano, penso che le cose importanti si discutano con le gambe sotto la tavola e un bicchiere di vino davanti. Scrivo (raramente) qualcosa di me sul mio blog www.giulianopasini.it
19 Novembre 2017

Eppure io #VedoRosa per il calcio azzurro!

  Non in quello di casa nostra, intendiamoci. Però, mentre da noi si consuma lo psicodramma nazional-popolare di un Mondiale senza Italia, con il corollario di anziani presidenti di Federazione abbarbicati alla loro sedia, in altre latitudini qualcuno esulta e potrebbe insegnarci qualcosa. Fino a una decina di anni fa, Islanda e calcio, nella stessa frase, non ci potevano stare. Oggi, mentre noi rosichiamo, la Nazionale della minuscola isola del Nord Atlantico si è qualificata per Russia 2018, senza nemmeno dover ricorrere agli spareggi, come sarebbe toccato a noi. E’ la prima nazione di meno di un milione di abitanti (un bel...

08 Ottobre 2017

#VedoRosa: il sorriso di nonna Peppina

  Oggi inizia una nuova rubrica, #VedoRosa, una serie di storie vere, di fatti di cronaca che ci dovrebbero permettere di finire la settimana con un sorriso o una risata.     Fiastra è un comune del maceratese, cinquecento anime e una strada tra i boschi che rifulgono dei colori dell’autunno. E solo case sventrate. Giuseppina Fattori, per tutti "Nonna Peppina", non ci è nata, ma l'ha scelto. Se possibile, il legame è ancora più forte, quindi. Ci vive da 73 dei suoi 95 anni, ma le case sono sventrate solo da uno, da quando il terremoto ha tirato giù tutto. Eppure, Nonna Peppina non ha mai pensato di andare...

04 Giugno 2017

A noi juventini non resta che l'autoironia. E spegnere la tv un secondo prima

Quando entra Lemina per Dybala a pochi minuti dalla fischio finale di Juventus – Real Madrid capisco, non mi resta che l’ironia. Leggero. “Ma dove la metteranno la dodicesima coppa, che non gli sta neanche in bacheca”. Professionale. “Che discorso ha fatto Allegri alla squadra durante l’intervallo? Spero che qualcuno l’abbia registrato, così lo userò nei corsi di public speaking come esempio negativo. Un po’ come la stategia di Schettino nei corsi di gestione delle crisi.” Dubbioso. “Ma perché ha giocato il fratello di Dybala? Quello che a freccette è bravissimo, ma col pallone, ecco…” Affarista....

21 Maggio 2017

Un secondo. Io vi odio: la mia parola contro la vostra violenza

Se sei nato nello stato di Sinaloa, o sei un narcotrafficante, o non lo sei. Se non lo sei, allora sì che hai una scelta: puoi stare dalla parte dei narcotrafficanti, oppure contro. E se non sei un narcotrafficante e sei contro i narcotrafficanti, hai un’ulteriore scelta: puoi fare come se nulla fosse, in modo che quelli non si accorgano della tua esistenza, oppure puoi adoperare tutte le armi che hai per combatterli. Il nemico non lo scegli, è lui che sceglie te. Io vi odio, narcotrafficanti, gente bastarda, mercanti di morte. E uso l’unica arma che ho: la parola. Sono un giornalista, credo in quello che faccio, so che la...

16 Aprile 2017

Un secondo prima, un compagno brillante, un presidente eterno e una guerra totale

È un gesto così banale, premere un pulsante. Facile come schiacciare una zanzara o togliersi una caccola col naso. Tutte cose che si fanno con un dito. Anzi, schiacciare una zanzara è più difficile, visto che non spingerò io il pulsante, darò l’ordine di farlo. Questo è quello che faccio: do ordini. E gli altri eseguono, senza fiatare, e così farà anche chi dovrà compiere materialmente il gesto di far partire i missili nucleari. Meglio per lui che lo faccia. Una bella fatica essere il più giovane capo di Stato al mondo. E non un capo qualsiasi: il leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Segretario...

09 Aprile 2017

Un secondo. Io sono buono, loro sono morti

Io sono buono, sono un padre, ho dei figli, mia moglie mi aspetta a casa, mia figlia mi aspetta a casa, manco da tanto, e loro mancano a me. Io sono buono, credo nel mio dio, lo prego, gli chiedo di proteggere la mia famiglia, mia figlia, di darmi la forza di fare la cosa giusta. Io sono buono, faccio quello che il mio Paese mi chiede, che il mio generale mi chiede, io sono un soldato, guido gli aerei. Mia figlia, il mio dio, il mio paese sono tutti con me mentre chiudo gli occhi e spingo il pulsante sorvolando un villaggio di cui a mala pena so il nome. Io sono buono, le bombe cadono. Io sono buono. E loro sono morti. Anche io sono...

26 Marzo 2017

Un secondo. Punto tutto sul ventisette rosso

Una volta, un tifoso mi ha detto: «Punto tutto sul ventisette rosso». Non parlava del casinò, anche se eravamo a Montecarlo. Parlava di me, Gilles Villeneuve, pilota della Ferrari. Era il 31 maggio dell’anno scorso. Quel giorno ho vinto, Piquet è andato a sbattere, Jones me lo sono mangiato. Quell’uomo ha fatto bene a puntare su di me. Chissà se lo farà anche domani a Zolder? Oggi sono solo le prove, eppure sento la passione delle persone mentre corro. Qualcuno dice che è strano che mi sostengano così, in fondo ho vinto poco, sei gare in tutto, nessun mondiale. Ma la gente mi segue, mi cerca, mi incita. E io tento sempre di...

19 Marzo 2017

Il Secondo dei papà (che nessuno vi ha mai raccontato)

Il mio bagno misura all’incirca un metro per due. Ma ha tutto ciò che serve: wc, bidet, lavandino, specchio, portasapone. Ho aggiunto, di mio, solo un raccoglitore per i libri (da sempre ne inizio due contemporaneamente, quello “da letto”, in cui di solito qualcuno muore nelle prime venti pagine, e quello “da bagno”, più impegnativo, da gustare poche pagine alla volta) e il caricabatteria per il cellulare. Vi starete chiedendo cosa c’entri con il titolo del Secondo Prima. Ecco, in questa casa ci siamo trasferiti quando mia moglie era in dolce attesa per la prima volta. Correva il 2013. L’8 febbraio abbiamo preso...

05 Marzo 2017

Il Secondo Prima di Dj Fabo

Ehilà, ciao, sono Fabiano! Come va da quelle parti? Mamma mia, che casino che state facendo sulla mia morte, da un lato mi fa piacere che qualcuno apra gli occhi, che altri si interroghino, persino che i soliti si incazzino. Tanto, tra un po’ vi scorderete anche di me... Come di Piergiorgio Welby, come di Eluana Englaro… Ecco, prima che mi cacciate dalla vostra memoria (è molto più comodo, so di essere un compagno di viaggio scomodo), c’è una cosa che vorrei chiedervi. Perché, invece di parlare di come sono morto, non parlate un po' della mia vita? Vi ho lasciato persino un testamento, dio mio come suona solenne, in...

26 Febbraio 2017

Un secondo. Caro Divin Codino...

O, meglio, caro Roberto, visto che nella mia testa ti ho chiamato sempre così, per nome, come si fa con gli amici. A dire il vero, una volta ti ho anche chiamato così di persona, a Sestola, dove il Bologna andava in ritiro e c’era un’aria di primavera anche se era piena estate, perché Roberto Baggio era venuto a giocare nei Rossoblù che si tornavano a sentire, quell’anno, lo squadrone che tremare il mondo fa, e i compagni erano gioca bene gioca male Paramatti in nazionale, il Mitico Villa, Ciccio Marocchi, Torrisi, Cristallini… Caro Roberto, tu non lo sai ma io c’ero. Io c’ero quando hai segnato il primo gol in...