Barbara Forresi

Dopo aver trascorso venticinque anni nella discretissima Torino, convinta come Yeats che il mondo sia "pieno di cose magiche, pazientemente in attesa che i nostri sensi si acuiscano", con una laurea in Psicologia clinica mi trasferisco a Milano. Prima mi occupo di bambini e adolescenti coinvolti in separazioni conflittuali, poi ottengo un dottorato di ricerca a Modena ed entro nel labirintico mondo della ricerca universitaria e della didattica. Contemporaneamente divento psicoterapeuta, avvio la mia attività clinica, mi appassiono al non profit. Quindici anni con Telefono Azzurro mi consentono di capire meglio bambini e adolescenti, piccoli adulti responsabilizzati o già troppo piegati dal male di vivere. Andando in USA e Canada, studio ciò che li aiuta a stare meglio, a crescere sereni e creativi. Mia nipote, con le sue massime lapidarie, mi insegna il resto. Negli ultimi anni i miei interessi clinici e di ricerca hanno riguardato anche l'inarrestabile diffondersi delle nuove tecnologie e i tanti modi in cui, rimescolando i confini tra reale, virtuale e immaginato, influenzino le menti e le nostre vite, fin dall'infanzia. Black Mirror docet. Su Twitter @BForresi
30 Novembre 2017

Stress da sovraccarico informativo: come possiamo sopravvivere?

Vi è mai capitato di sentire il fiato corto davanti ai 3,5 milioni di risultati di Google in risposta ad una semplice domanda? O di andare a caccia di informazioni su un disturbo medico e non riuscire ad orientarvi tra fatti e interpretazioni, distinguendo i pareri autorevoli dagli altri? O ancora di perdervi nei meandri della rete, cedendo al canto sinuoso dei link multimediali, uno via l’altro, e di ritrovarvi stanchi e confusi al termine della navigazione, senza neppure riuscire a ricordare cosa steste cercando? Viviamo immersi in un mondo di informazioni, in una vera e propria infosfera, come suggerisce Luciano Floridi, uno...

26 Ottobre 2017

Il sesso? Lo imparo da Internet. Adolescenti, sessualità, castelli e draghi

        Negli anni 70 e 80 era esperienza comune che nelle famiglie con bambini, davanti alle scene di un film tv nel quale i protagonisti si avviassero a un contatto erotico, calasse un certo imbarazzo. Spesso uno dei genitori, con scatto felino e ostentata nonchalance, cambiava canale. Anche in adolescenza, l’incontro con immagini sessualmente esplicite era infrequente e sporadico, richiedeva impegno attivo e intraprendenza.   Inutile dire che i tempi sono cambiati. Ogni anno Mountain View pubblica il rapporto Zeitgeist, relativo alle parole più cercate su Google e in cima alla classifica, anche relativamente...

21 Settembre 2017

Bambine e denaro: l'educazione finanziaria da re-inventare a cominciare dalla famiglia

  La crisi economica che ha investito i nostri mercati a partire dal 2007, unita alla dematerializzazione della moneta, impone oggi nuove riflessioni sul tema del denaro e una revisione dei percorsi di educazione finanziaria. Diventa dunque prioritario offrire a tutti, fin dall’infanzia, gli strumenti per poter comprendere il valore del denaro e per poterlo gestire, prevenendo e andando a correggere quelle pericolose disparità di competenze tra uomini e donne, da più parti evidenziate (ne avevamo parlato anche qui su Alley Oop). Come nascono e quando hanno inizio queste diseguaglianze? Le ricerche sui temi...

24 Agosto 2017

Gli smartphone "prosciugano il cervello"? Attenti alle semplificazioni

  “Gli smartphone hanno distrutto una generazione?”. Con questa domanda provocatoria la psicologa Jean Twenge apriva l’articolo di qualche settimana fa sul The Atlantic, nel quale forniva un'anticipazione del suo libro, appena uscito, dal titolo iGen. Perché i bambini di oggi, iperconnessi, stanno crescendo meno ribelli, più tolleranti, meno felici - e completamente impreparati per l’età adulta – e cosa questo significa per tutti noi. Nel libro si parla della generazione iGen, ossia dei nati tra il 1995 e il 2012, le cui capacità mentali si sarebbero ridotte e il cui cervello sarebbe stato “prosciugato” (brain...

27 Luglio 2017

Sono dipendente da Internet?

Lo ammetto. E’ complicato scrivere di dipendenza da internet seduta davanti al mio computer: mentre scrivo, un trillo mi avvisa dell’arrivo di nuove mail, con lo smartphone che si illumina e si rabbuia all’arrivo delle notifiche da Facebook, Twitter e Linkedin, innalzando i miei livelli di dopamina (quelli della ricompensa per intenderci), per l’attesa che dietro la notifica si nasconda qualche piacevole sorpresa. Come definire e delimitare la condizione di “dipendente” quando per tutti, con la sola eccezione degli over 60 - dicono i dati - la giornata è scandita da telefonini, tablet, pc, posta elettronica, Facebook,...

29 Giugno 2017

Adolescenti: un selfie fa la felicità?

  Adolescenti, soprattutto ragazze, affollano di selfie le pagine dei social. Già a 10-12 anni, secondo una recente ricerca inglese, scattano più foto prima di arrivare al selfie perfetto (il 15% più di 6), soffrono nel vedere che un loro autoscatto viene ignorato, si sentono tristi o in ansia per una foto, postata da altri, che li ritrae in modo non soddisfacente (il 27%). Davanti a questi dati viene da chiedersi: ma i selfie rendono felici? Le ricerche purtroppo suggeriscono che per molti adolescenti non è così. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorder ha evidenziato come le adolescenti che...

18 Maggio 2017

Tredici: una serie tv per chi vuole capire bullismo e cyberbullismo

Mentre in Italia viene finalmente approvata la legge sul cyberbullismo, che consente ai minorenni al di sopra dei 14 anni di chiedere direttamente ai gestori di siti e social network di oscurare, rimuovere o bloccare entro 48 ore un dato contenuto, senza dover ricorrere agli adulti, impazza sui social la discussione su Tredici (“13 Reasons Why” il titolo originale), la serie tv di casa Netflix tratta da un libro di Jay Asher. Uno spunto interessante e senza retorica sull'adolescenza e sul complesso fenomeno del bullismo. Hannah Backer ne è la protagonista. Una cascata di capelli neri, sguardo vivo e intelligente, un lavoretto in...

04 Maggio 2017

Tutti a scuola con i guanti, il visore 3D e il joystick: molte potenzialità (ma quali rischi)?

Immaginate il maestro, quello di una volta. La sua cattedra era generalmente poggiata sopra una pedana, rialzata quel tanto che bastava per incutere un senso di timore negli studenti, ma anche per sottolineare che la lezione, di tipo frontale, andava dall’alto verso il basso. Immaginate ora una classe di bambini che indossano i visori 3D e, comodamente seduti al loro banco, visitano l’Acropoli di Atene, ordinano in inglese in un ristorante di Londra, esplorano l’interno di un vulcano o progettano gli spazi verdi della propria città. Sebbene per la maggior parte delle scuole italiane l’uso di questi strumenti rappresenti ancora...

06 Aprile 2017

Piccoli bambini crescono con lo smartphone in mano (per il motivo sbagliato)

  Bambini piccolissimi, di età inferiore all’anno, sempre più spesso lasciati dai genitori con un cellulare tra le mani. E’ questa la fotografia scattata dal Centro per la Salute del Bambino Onlus, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Pediatri, in un’indagine pubblicata nei giorni scorsi: quasi un genitore su tre (30,7%) dichiara al pediatra di lasciare “qualche volta” o “spesso” il proprio cellulare in mano al figlio. A colpire è che si tratti di bambini la cui età è al di sotto dei 12 mesi. Altro dato interessante è che almeno un terzo dei genitori intervistati affermi di usare le tecnologie per...

09 Marzo 2017

L'odio in Rete? Inizia a casa e nelle scuole

Tornata da Trieste e dal convegno Parole O_stili, continuo a riflettere sul tema dell’odio nella rete, caro anche ai social visto che rimbalza di qua e di là, con letture a volte appassionanti, altre volte francamente pericolose. Mi riferisco qui in particolare alle posizioni di chi, sposando una visione tragica e catastrofica dell’odio online, ha iniziato a invocare nuove e rigide norme per garantire un web più sicuro ai giovani navigatori. Non era questo lo spirito del convegno, compiutamente espresso nel manifesto delle parole ostili che, ben lontano dal suggerire soluzioni di tipo normativo, richiama tutti ad un quotidiano e...