Antonella Bonavoglia

Sono nata a Taranto, la città dei due mari, nel 1979. Sono cresciuta tra i libri, respirando il profumo della scuola tra le pareti di casa. Primogenita di due insegnanti coraggiosi e indistruttibili, ho tracciato la mia strada sin dall'infanzia, quando per giocare, mettevo in fila le bambole e sotto il braccio tenevo le guide scolastiche dei miei genitori. Ho conseguito l'abilitazione all'insegnamento nella scuola dell'infanzia e primaria e sono immersa nell'ingarbugliato e discusso mondo dell'istruzione dal 2004. Esercito la mia professione in un Istituto Comprensivo, in provincia di Bari, e lavoro con e per i bambini della fascia scolare 3/6 anni. A casa, invece, sono alle prese con un figlio di nove anni e un marito imprenditore. La letteratura, la poesia e la scrittura sono le mie passioni. Così come l'arte, in ogni sua manifestazione. Credo che l'insegnamento, più che un mestiere, sia una missione.
17 Agosto 2017

“Giochiamo”: voce del verbo imparare

Lucia e Martina sembra che stiano litigando. “Facciamo finta che io sono la mamma e tu la figlia!” “No! Voglio essere io la mamma!” Il desiderio di intervenire in questo tipo di litigi, in classe, è forte. Potrei richiamare le bambine, calmando la loro rabbia e, magari riportandole al silenzio. Ma non lo faccio e vi spiego perché. Il giocare “a fare finta” è una modalità ludica importantissima, sempre meno utilizzata, purtroppo. Le due bambine non stanno semplicemente litigando; stanno misurandosi, si stanno confrontando, cercando di capire fino a che punto spingersi, fino a che punto insistere o meno, fino a che...

06 Agosto 2017

Magari domani resto

  "Mia madre si è premunita di insegnarmi il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Credo e l'Eterno Riposo, ma non mi ha insegnato come ricambiare un gesto di affetto, come non fuggire con lo sguardo davanti a una persona che ti mostra il suo dolore, in che modo aiutare chi ti tende la mano. Per il resto ci ha pensato papà, anzi la sua assenza, che mi ha spinta a costruirmi questo strano personaggio schietto, forte, che non ha bisogno di nessuno e crede di non conoscere il dolore. Il tocco finale al mio caratteraccio l'ha dato, infine, Napoli, la mia città, anzi i Quartieri Spagnoli, il posto dove sono nata e cresciuta, che mi hanno...

20 Luglio 2017

La scuola diventa comunità: il metodo “senza zaino”

    Immaginate la classe come una specie di villaggio multifunzionale, con angoli destinati al gioco, postazione multimediale, aree rivolte agli apprendimenti della scienza, della storia, della matematica e… una piazza. Sì, un’agorà, un luogo predisposto e pensato per accogliere gli alunni e gli insegnanti, uno spazio per raccontare e raccontarsi, per riflettere e confrontarsi, per rilassarsi e confidarsi, magari seduti per terra, in cerchio, oppure su morbidi e colorati cuscini. Questa è l’idea di classe progettata in funzione di un modello educativo, un progetto pedagogico concreto chiamato “scuola senza...

06 Luglio 2017

Musica, maestro! L’importanza dell’educazione musicale a scuola

    “La musica è forse l’unico esempio di quello che avrebbe potuto essere- se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee- la comunicazione delle anime” Lo scrittore francese Marcel Proust che definisce la musica come alternativa al linguaggio parlato e scritto. In effetti difficilmente troveremo ricordi rilevanti della nostra vita affettiva che non siano legati a melodie o canzoni, oltre che a parole e gesti. Sin dal grembo materno, l’orecchio del bambino, è costantemente sollecitato, dal suono delle parole della mamma, dal sottofondo continuo del ritmo del...

22 Giugno 2017

Filosofia in classe: insegnare a pensare, è possibile?

  “Il coraggio è quando ho paura e mi tremano le gambe, ma cammino lo stesso” Ha risposto così Martina, cinque anni da poco, alla mia domanda in classe su cosa sia il coraggio. Martina non è riuscita a spiegarmi il termine coraggio in senso astratto, eppure lo conosce benissimo, a tal punto da rappresentarlo mentalmente e verbalmente attraverso un’azione e una sensazione a lei familiare. Mi sono chiesta spesso se fosse possibile parlare con i bambini di concetti astratti, come l’amicizia, la felicità, la paura, l’ingiustizia; mi sono chiesta anche quale fosse il modo migliore per aiutarli a pensare, a riconoscere i...

08 Giugno 2017

La campanella suona per l'ultima volta quest'anno: riflessioni di una maestra

Tra poche ore, per milioni di studenti italiani, suonerà la campanella più sognata, più desiderata. Quella dell’ultimo giorno di scuola. Il suono della libertà, che profuma di vacanze, di estate, di giochi e relax. Per molti, il suono di un nuovo inizio, di un nuovo percorso, come accadrà ai miei alunni, pronti a cominciare la scuola primaria, a tutti i ragazzi che approdano al grado di scuola successivo e a quelli che, invece, si affacceranno alla vita, dopo aver affrontato l’esame di maturità. Sarà l’ultima campanella anche per me, che guardo il mondo dall’altro lato della cattedra. Con il registro sotto un braccio e...

23 Maggio 2017

Capaci 25 anni dopo: come si spiega la legalità ai bambini?

“Maestra, non è giusto! Sara ha preso il mio giocattolo!” Non è giusto. Questa esclamazione è una di quelle che ascolto più di frequente, in classe, da parte dei miei alunni. Spesso mi sono interrogata su come e quando sia corretto spiegare ai bambini il significato di giustizia, e, ogni volta, mi sorprendo a constatare quanto, invece, in loro ci sia qualcosa di innato oltre che di appreso. Ciò che è giusto o sbagliato lo imparano, certo, in famiglia ascoltando le primissime regole che la mamma e il papà utilizzano in casa, e poi osservando il comportamento di tutti i componenti del nucleo familiare. La scuola, però,...

11 Maggio 2017

Educare all'aperto: la sfida degli asili nel bosco

Una scuola senza soffitto, senza aule, senza pareti. I bambini stanno seduti per terra, su un sasso o su una panca di legno, circondati da alberi, con il soffio del vento sul viso, con le mani nell’erba. E' una scuola che esiste davvero, anche in Italia: è un modello nato e diffuso nel Nord Europa, dove i bambini trascorrono la maggior parte del tempo a stretto contatto con la natura piuttosto che all’interno di una struttura. I Waldkindergarten sono nati un po’ per caso, in Danimarca, negli anni cinquanta, quando una mamma decise di creare un piccolo asilo a conduzione familiare per aiutare altre mamme lavoratrici, che non...

27 Aprile 2017

Per le professioni del futuro bisogna studiare filosofia

Ci sono domande a cui Google non può rispondere. Ma la capacità di saper ragionare adeguatamente e rispondere a quelle domande potrebbe essere una delle chiavi per preparare i ragazzi di oggi alle professioni di domani. Perché se molte delle professioni attuali saranno sostituite dalla tecnologia e dalla robotica (secondo la previsione che nel 2013 è stata effettuata da un gruppo di economisti della Oxford University più della metà dei lavori nei prossimi 20 anni), quello che distingue l'uomo dai computer sarà il vero valore aggiunto, anche nelle professioni del futuro. Per questo, ai lavori di domani, sarà richiesto di...

13 Aprile 2017

Bambini plusdotati: perché il talento non diventi un ostacolo

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido”.  (A. Einstein) Carla ha sei anni, è una bambina molto vivace, non sta mai seduta composta, per lei passare molte ore seduta è quasi impossibile. Carla è anche molto taciturna e le piace molto la matematica, dove ottiene risultati sorprendenti. Ha una memoria superiore alla media e riesce e risolvere operazioni a sei cifre, in pochissimo tempo. Carla è considerata diversa, sia dai compagni sia dalle insegnanti. Come verrà valutata Carla? Cosa guiderà il giudizio degli insegnanti: la...