Donne e trasporti, nel lavoro un binomio ancora imperfetto

scritto da il 05 Dicembre 2017

 

 

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“Mamma lo sai che la mamma di Giulia è andata in Germania a guidare il treno?”

Che c’è di strano? Non dovrebbe esserci nulla di straordinario e non dovrebbe stupire una bambina di 9 anni ma la realtà è molto diversa. Lo stupore è giustificato dai fatti e dai numeri se le donne che lavorano nel settore dei trasporti sono oggi solo il 22% circa della forza lavoro europea. Bisogna fare qualcosa. Allora con l’obiettivo di promuovere l’occupazione femminile nel settore dei trasporti e garantire i principi di pari opportunità e non discriminazione, le istituzioni e i principali operatori ferroviari europei, per l’Italia il gruppo Fs,  hanno siglato a Bruxelles la  piattaforma europea UE Platform for Change.

fs2La Piattaforma, elaborata dal Comitato economico e sociale europeo (Cese) in collaborazione con la Commissione europea, vuole consentire alle parti interessate di tutti i settori dei trasporti di condividere le proprie iniziative e le misure adottate a favore della parità di genere, mettendo a fattor comune best practices adottate e risultati raggiunti.  Risultati e progressi che saranno valutati  periodicamente sulla base di alcuni parametri che vanno  dalla retribuzione alle prospettive di carriera, dall’equilibrio tra vita professionale e vita privata a processi di reclutamento equo e trasparente.

“Partecipiamo alla piattaforma – ha spiegato Mauro Ghilardi, direttore Risorse Umane e organizzazione gruppo Fs – e la firma è una ulteriore e importante tappa nel percorso avviato da Fs Italiane per sostenere concretamente l’occupazione femminile, soprattutto nei settori ad oggi ancora appannaggio degli uomini. Non è solo una questione etica ma rappresenta un volano di crescita economica per il nostro Paese e per l’intero sistema Europa”.

 

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I dati dell’occupazione femminile in Italia sono “insoddisfacenti”  con un l divario rispetto alla media europea di 13,2 punti (dati Istat 2016). “Abbiamo avviato diverse iniziative per invertire questo trend partendo dall’introduzione di una policy che impegnerà tutte le società del gruppo ad attivare processi di selezione che prevedano nella rosa dei candidati il 50% di donne, secondo un principio comply or explain” ha aggiunto.  Una battaglia agli stereotipi legati all’occupazione femminile “che deve partire dalla scuola. Con Women in motion, la nostra campagna di diversity siamo andati e stiamo andando negli istituti tecnici e nelle scuole medie per far conoscere alle studentesse il nostro settore. Nel 2018 – ha concluso Ghilardi – andremo anche nelle scuole elementari. Grazie a questa iniziativa, in pochi mesi, le candidature femminili con diploma tecnico sono cresciute del 50%”.


La video intervista alla presidente del gruppo Fs, Gioia Ghezzi, a questo link.