Donne di Design, da Cini Boeri a Lora Lamm. Un secolo di storia italiana

scritto da il 10 Ottobre 2017

 

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Un sottile filo rosso lega le tredici protagoniste del design italiano presentate in questo volume, tredici donne che rappresentano un secolo di storia non solo del progetto ma anche e soprattutto della creatività. Donne accomunate da un’unica parola chiave, il design, che hanno scelto di interpretare e raccontare attraverso scelte artistiche e creative che vanno dal cinema alla fotografia, dal teatro alla scrittura.

cover-donne-di-designDal dopoguerra a oggi queste storie si sono intrecciate fra conoscenze professionali, collaborazioni, vita privata, amicizia e frequentazioni. Alcune di loro si sono conosciute tramite l’Ufficio Pubblicità e l’Ufficio Sviluppo de La Rinascente, fucina di idee nel secondo dopoguerra milanese che ha avvicinato le esperienze di Cini Boeri, Lora Lamm, Dorit Sapper e Marirosa Toscani Ballo. Mentre Lora disegnava i manifesti per il grande magazzino, Marirosa e il marito Aldo realizzavano shooting per le stesse campagne promosse dai disegni della designer svizzera e per i pezzi disegnati da Nanda Vigo. Cini lavorava da Zanuso, dove in studio c’era anche Richard Sapper, prima designer alla Rinascente e poi prezioso collaboratore di Zanuso stesso, che progettò insieme a Dorit le case della famiglia Sapper. I punti di contatto sono davvero molteplici, e grazie ai loro racconti queste connessioni emergono fra le righe. Donne che lavorano e collaborano con i grandi architetti dell’epoca, come Frank Lloyd Wright per Nanda Vigo e Louis Kahn per Adele Cassina, storie che emergono in tutta la loro spontaneità durante le interviste. Incontri intergenerazionali come quelli fra Maria Cristina Didero, Francesca Molteni e Marirosa Toscani Ballo, che sembrano durare il tempo di una mostra monografica sul lavoro della fotografa ma proseguono nel tempo. Anche Paola Albini e Giovanna Castiglioni, legate dalle Fondazioni in memoria del nonno e del padre icone del design, che ogni giorno si fanno portavoce dell’eredità di famiglia provando a reinterpretarla per le nuove generazioni. Chi il design lo vive tutto l’anno ma soprattutto durante la Design Week, come le galleriste Rossana Orlandi e Nina Yashar insieme a Paola Jannelli, momenti in cui si concentra l’intenso sforzo creativo di un anno di lavoro, messo sotto ai riflettori per una settimana.

L’estro di queste donne trova diverse e variegate applicazioni, dall’architettura al design di prodotto, dalla grafica alle installazioni, dalla regia alla curatela di mostre e libri. Ognuna ha saputo dare una propria, speciale interpretazione all’eccellenza del design italiano nel mondo, ognuna con il proprio savoir faire, lasciando un segno indelebile. Al di là del valore professionale e creativo delle protagoniste che ho intervistato, quello che è emerso dai loro racconti è il valore personale di figure complesse, variegate, poliedriche che hanno avuto un vissuto estremamente intenso passando attraverso eventi storici importanti come la Seconda Guerra Mondiale, che dal nord Italia, alla Svizzera e alla Germania ha segnato in modo diverso le vite delle protagoniste.

Un percorso nella storia del design italiano che mi ha fatto crescere, lasciandomi entrare in punta di piedi nella vita, nelle case, negli studi, negli archivi di queste tredici, speciali donne che si sono raccontate, al di là dei ritratti ufficiali, in maniera più intima e profonda. Charles Eames diceva che “Everything is connected” e ad oggi, dopo aver tirato questo sottile filo rosso fra le storie delle protagoniste che incontrerete nelle pagine seguenti, posso solo esserne più sicura.


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