Le quattro intelligenze relazionali: un must per le imprese

scritto da il 27 Aprile 2017

intelligenceChe di intelligenze ce ne sia più di una lo sanno ormai anche i sassi, sebbene al momento ben poco sia cambiato nei sistemi educativi, nei servizi di orientamento – se davvero si possano definire tali – e nelle policy di recruiting delle aziende. Stessa cosa vale per l’intelligenza emotiva, più legata alle relazioni, che sebbene sia stata scoperta più di vent’anni fa, non risulta sia entrata a far parte della preparazione curricolare di insegnanti, manager e imprenditori.

La pubblicazione nel 2010 di uno dei primi libri sul tema per le aziende in Italia, Intelligenza emotiva. Come trasformare le organizzazioni partendo dalle persone (oggi alla terza edizione), di Joshua Freedman e Massimiliano Ghini di Six Seconds, mi spinse a partecipare al corso SEI 360° Assessment, lo strumento di valutazione della propria performance emotiva, relazionale e sociale, sulla base del feedback di colleghi, collaboratori, amici e parenti, confrontato con un campione statistico di riferimento. Lo scopo non è assegnarti un quoziente ma offrirti una chiave di lettura diversa, probabilmente più obiettiva di quella che può essere la nostra percezione.

Due giornate intensive in cui rimasi sbalordita da un esercizio in cui si richiedeva all’aula, una quindicina di persone, di riprodurre la forma di una complessa figura geometrica con flessibili bastoncini di cera in un paio di minuti. A stento potei credere ai risultati ottenuti al termine dei lavori: quindici riproduzioni diverse, di cui alcune così lontane dall’originale da non capire da dove potessero emergere! Ma qual era la figura originale? In effetti, non esiste, esistono solo i modi assolutamente personali di vedere da parte di ciascuno di noi. Tale consapevolezza può spostarci dal giudizio all’ascolto e, quindi, al relazionarci davvero con gli altri e con il contesto.

Non a caso tra le competenze considerate più strategiche nell’era della quarta rivoluzione industriale in cui stiamo entrando, dove la tecnologia digitale entra e trasforma qualsiasi ambito, l’intelligenza relazionale assume un’importanza cruciale. Marinella De Simone, presidente del Complexity Institute «oggi è necessario che l’intelligenza manageriale si parametri a delle nuove metriche, non più individuali ma di tipo relazionale: qualitative, circolari, plurilivello e multidimensionali. Un’adeguata e coerente comprensione e governance delle interazioni con gli altri, singoli e gruppi, assume un ruolo decisivo per svelare le trame relazionali nascoste dell’organizzazione e favorire la fioritura e il pieno utilizzo di talenti sempre più frammentati nello spazio e nel tempo così come per garantire il coordinamento tra le reti dei sistemi che determinano l’orizzonte operativo del business aziendale».

Secondo il modello messo a punto dal Complexity Institute, l’intelligenza relazione è fatta di quattro tipi di intelligenze sistemiche, che interagiscono e che possono tradursi in differenti stili manageriali. Eccole in sintesi. Le intelligenze relazionali interpersonali

Le intelligenze relazionali interpersonali sono quella emotiva, che pone il focus sulla relazione della persona con l’altro, e quella sociale, che pone il focus sulla relazione della persona nei gruppi, entrambe da attivare a seconda della situazione, poiché è solo nella loro fluida combinazione che la persona può esprimere pienamente le proprie capacità nelle relazioni con gli altri.

L’intelligenza emotiva si manifesta attivando la capacità di riconoscere e utilizzare in modo consapevole e costruttivo le proprie emozioni, comprendere le emozioni dell’altro e facilitarne lo sviluppo costruttivo.

L’intelligenza sociale si manifesta attivando la capacità di riconoscere ed essere consapevole dei ruoli sociali, quello proprio e quello degli altri, all’interno dei gruppi in cui si agisce. A parità di condizioni, il management può mettere in atto dei comportamenti attraverso i quali si attivano le intelligenze interpersonali con accoppiamenti a volte anche molto differenti l’uno dall’altro. Qualsiasi azione assume un significato relazionale, al di là del suo contenuto tecnico e operativo, sulla base dei comportamenti di tutte le parti coinvolte nella relazione stessa. Dunque, a seconda della loro coerenza e del loro allineamento, il confronto tra modelli relazionali darà vita a rapporti più o meno conflittuali o creativi tra le persone e tra i gruppi sociali.
Matrice delle intelligenze relazionali interpersonali

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Le intelligenze relazionali eco-sistemiche
Le intelligenze relazionali eco-sistemiche sono quella percettiva, che pone il focus sulla lettura del contesto e delle situazioni nello spazio, e quella collettiva che pone il focus sulla lettura dell’evoluzione del contesto e delle situazioni nel tempo.

L’intelligenza percettiva si manifesta attivando la capacità di iconoscere e descrivere le dinamiche che caratterizzano il contesto nel qui e ora si manifesta attivando la capacità di riconoscere, comprendere e immaginare nel tempo l’evoluzione delle dinamiche collettive nei diversi livelli di aggregazione in cui è composto l’eco-sistema di cui si è parte.
Le due intelligenze eco-sistemiche, percettiva e collettiva, possono attivarsi con modalità più o meno complementari e ci consentono di immaginare le dinamiche evolutive delle situazioni nello spazio e nel tempo. Per ottimizzare le nostre capacità di predire per prevenire, anticipare e favorire le trasformazioni, è necessario che le due intelligenze si affianchino e si mescolino in modo integrato e aggiuntivo.

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Dalla combinazione delle quattro intelligenze derivano comportamenti e stili di management delle aziende, con impatti diretti sul business, molto diversi. Un dossier dedicato al tema su L’Impresa, il mensile di cultura manageriale del Gruppo 24Ore, in edicola dal 10 maggio.

Ultimi commenti (16)
  • Paolo Magrassi |

    Trattasi, purtroppo, di “neuromiti”, come dicono i neuroscienziati. Ossia, pseudoscienza.

  • Daniele Diamanti |

    ho trovato interessante la tua esposizione, nella formazione cognitiva, la condivisione non è mai abbastanza.

  • Anna Maria Durante |

    Mercato del lavoro. Normativa maternità/paternita’, banca del tempo per la gestione dall’età pensionistica ormai con tempi soffocanti per stress e crisi; necessitano sicuramente di questo valore aggiunto riportato nell’articolo Le 4 intelligenze….

  • serena kost |

    buon pomeriggio , ho trovato l’articolo molto interessante , dal momento che per molti anni ho svolto selezione del personale e ho investito tempo ed energie a spiegarne l’importanza ad interlocutori scettici che continuavano a valutare l’idoneità dei candidati in base alle risposte esatte alle domande tecniche e al voto di laurea…

  • Isabella Pierantoni |

    Grazie Cristina, sintesi molto efficace!