27 Marzo 2017

Donne e lavoro? Se non hanno pane, che mangino brioches

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“Da un mercato del lavoro largamente basato su contratti da dipendente a stipendi fissi dobbiamo immaginare un mercato in cui c’è ampia condivisione dei risultati raggiunti: in entrambe le direzioni, condividendo quindi il rischio di impresa e i successi di impresa”. Così Luca Foresti, in un suo post su Econopoly, scrivendo di imprenditorialità, mi fa riflettere e mi porta a ripercorrerne il contenuto con sguardo di genere. Mi domando se questo cambiamento, per molti aspetti auspicabile, avrebbe lo stesso impatto sulla componente maschile e su quella femminile dell’occupazione. I dati sull’occupazione per posizione nella...

20 Febbraio 2017

Ma l’educazione finanziaria è femmina?

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Lo sappiamo bene e non ne andiamo fieri: l’Italia è agli ultimi posti dei paesi industrializzati in materia di alfabetizzazione finanziaria. Ce ne accorgiamo sempre con il senno di poi, dopo l’ennesimo crack finanziario, quando qualcuno con il dito alzato ricorda che i risparmiatori non sarebbero stati danneggiati se avessero una migliore educazione finanziaria. Il varo di una legge in questi giorni in materia sana almeno in parte la vergogna di essere l’ultimo paese industrializzato a inserire in una legge un piano per sostenere la preparazione in materia dei nostri connazionali e prevenire gli effetti delle ricorrenti crisi...

13 Febbraio 2017

Alessia Mosca: in arrivo un pacchetto di misure dell'Ue per l'equilibrio vita-lavoro

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Era il 2009 quando siamo partite con la predisposizione della proposta di legge sulle quote di genere nei consigli di amministrazione. Le donne, allora, erano circa il 6 per cento dei membri dei cda italiani; il tasso di occupazione femminile era del 46,4 per cento, il divario retributivo tra uomini e donne era del 5,5 per cento, solo per citare alcuni dei dati rilevanti in merito alla situazione femminile. Oggi, le donne nei board sono quasi il 30 per cento, l’occupazione femminile rimane alla preoccupante percentuale del 48,2 per cento e il gender pay gap è persino aumentato, arrivando oltre il 6 per cento. Peraltro, ai...

01 Febbraio 2017

La maestra di mia figlia si chiama Fabrizio

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La precarietà, le supplenze, il corpo docenti mai completo. Abbiamo imparato a conoscere una scuola così, ahinoi. Nella scuola dell'infanzia la carenza di personale è ancora più sentita perché è un mestiere dove la componente di cura è prevalente e dove esiste una figura fiabesca e ambita, la doa, fra le maestre un unicorno. La doa è una dotazione organica aggiuntiva nel lessico spoetizzante della burocrazia. Un'educatrice a disposizione della scuola per coprire assenze, malattie, garantire servizi di pre e post scuola e tante altre cose utili e utilissime. Dopo un lungo purgatorio finalmente anche la scuola di mia figlia ha...

16 Gennaio 2017

Se sei così brava, perché non sei al vertice?

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No, non è un problema delle donne. Anche se sono loro le prime a pagare i costi dell’ingiustizia che le discrimina nei percorsi di carriera, non sono loro a subire il danno maggiore. La conseguenza più rilevante è infatti quella che deriva dallo spreco di risorse che danneggia il sistema produttivo, che frena la crescita dell’economia, e che ostacola lo sviluppo di un paese. È questo spreco il principale problema, dal punto di vista economico. Per gli economisti e le economiste la sottorappresentazione femminile al vertice è la prova che rende evidente l’inefficiente allocazione del talento nel sistema produttivo. Il talento...

13 Gennaio 2017

Siamo pronte a parlare di stipendi? Le donne tedesche sembra di sì…

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Se ne parla da quasi due anni in Germania e la ministra della Famiglia ci crede moltissimo: questa settimana è finalmente arrivato alla fase di approvazione del parlamento tedesco il disegno di legge che obbliga le aziende con più di 200 dipendenti a rendere noti i dati salariali, mettendo così in evidenza se persone con lo stesso profilo e ruolo ma di sesso differente sono pagate in modo diverso. Le aziende con oltre 500 dipendenti saranno inoltre obbligate a pubblicare regolarmente dati sulle retribuzioni per dimostrare di star osservando le leggi sulla parità di trattamento economico. Così, in un Paese in cui il divario...

11 Gennaio 2017

Gli uomini non cambiano. O forse sì?

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Gli uomini non cambiano. Oppure sì? Stando a una pagina satirica su Facebook, ora molto in voga, gli uomini sono le nuove donne, i maschi italiani sono cambiati, eccome. La pagina recita in apertura la sua ipotesi "La guerra dei sessi è terminata con la sconfitta del maschio. Per non estinguersi, i vinti si sono mimetizzati con i costumi del popolo vincitore. Ecco perché gli uomini sono le nuove donne". Spesso si sorride, soprattutto quando vengono colti alcuni aspetti di superficie che sono entrati in punta di piedi nei comportamenti di molti. Vere o inventate, le microstorie raccontate mostrano uomini che sembrano donne da...

22 Dicembre 2016

La lezione di leadership di Madonna

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“Dobbiamo iniziare ad apprezzare il nostro valore e il valore delle altre donne. Cercate degli esempi di donne forti con cui fare amicizia, da cui imparare, con cui collaborare, alle quali ispirarsi, da sostenere e dalle quali farsi illuminare”. Queste parole, degne della miglior leadership coach, non sono state pronunciate da una guru del femminismo, né da una docente universitaria specializzata in temi di genere. A parlare è stata una donna di 58 anni che all’anagrafe si chiama Madonna Louise Veronica Ciccone, ma che tutti conoscono come Madonna. La “regina del pop” ha pronunciato queste parole, lo scorso 9 dicembre, dopo...

22 Dicembre 2016

In Italia le donne ai vertici delle imprese migliorano ricavi aziendali e salari

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Le donne sanno valorizzare meglio degli uomini le altre donne. E, cosa altrettanto rilevante, ciò fa sì che la produttività di un’azienda ne benefici e in maniera considerevole. Lo dice una recente ricerca condotta da quattro economisti italiani, dei quali tre operativi in altrettante facoltà americane (Luca Flabbi, Mario Macis, Andrea Moro) e uno, Fabiano Schivardi, docente alla Bocconi, sfatando di fatto un preconcetto “ancestrale” secondo cui le donne non sono solidali tra loro, anzi. I valori, sui quali è stata realizzata l’analisi, sono piuttosto datati, l’arco temporale di riferimento va dal 1981 al 1997, tuttavia...

19 Dicembre 2016

Identikit dell'imprenditore di domani: giovane, donna e single

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Whitney Wolfe nel 2014 aveva 27 anni. Nel dicembre di quell'anno lascia Tinder, la app che ha contribuito a fondare (non si lasciano in buoni rapporti) e lancia Bumble, una app "ispirata" a Tinder: resta il meccanismo dei match, la geolocalizzazione, ma inverte i ruoli di genere. Il primo passo lo deve fare lei: in caso di match, solo la donna può avviare una conversazione in chat. La app ha avuto successo e in un anno ha raggiunto tre milioni di utenti in tutto il mondo. La Wolfe fa parte di un gruppo sempre più nutrito di imprenditrici giovani e non sposate che sta facendo successo con un progetto autonomo. Saranno le donne...