27 Aprile 2017

Dai congedi ai papà ai precari: l'Ue ha un cuore. ma non lo può dimostrare

scritto da

E' la prova che l’Europa – nel senso di Ue e Bruxelles – ha un’anima. Sociale. Che vuole più congedi per i padri e più donne al lavoro (perchè i figli si fanno in due e finchè la condivisione non sarà pratica comune non ci sarà neppure parità). Attrezzare di diritti i lavoratori atipici e mettere un freno al dumping salariale tra Est e Ovest europeo, che porta le aziende a delocalizzare per pagare meno i lavoratori. O meglio, l’Europa un’anima sociale l’avrebbe. Se gliela lasciassero avere gli Stati. Che su questi temi (il welfare) hanno una competenza pressochè esclusiva. Salvo poi dare a Bruxelles la colpa di...

14 Aprile 2017

L'insostenibile leggerezza del reddito (femminile)

scritto da

La disparità di reddito si fa facilmente sentire in società: un collega che guadagna più di te, il capo che ti supera in modo evidente sin dal modello dell’auto, la scelta della scuola dei bambini... E’ una sensazione sottile, che può dare più o meno fastidio a seconda dell’equilibrio complessivo delle cose. Diverso è quando avviene che il portatore di reddito principale faccia sentire il suo peso all’interno della coppia. Sono segnali di cui lui – perché di solito è un uomo – neanche si accorge, e che si intuiscono per esempio dal tono con cui dà per scontato che i propri doveri lavorativi prevalgano su quelli...

25 Marzo 2017

60 anni di Ue: semplici atti di cittadinanza

scritto da

Oggi, 60 anni fa, cominciava una marcia. Un semplice atto di cittadinanza per rendersi autori di una storia di progresso, dopo essere stati vittime di una guerra senza precedenti. Da allora, abbiamo fatto passi da gigante. 60 anni fa libertà, uguaglianza e democrazia erano un lusso per pochi – solo dodici nazioni potevano chiamarsi democratiche. Oggi, quella europea è la più grande Unione di democrazie nel mondo. 60 anni fa, troppe donne europee avevano a malapena guadagnato il diritto di voto. Oggi, le laureate europee sono più numerose dei laureati e le donne europee sono le più libere nel mondo. Oggi, siamo doppiamente più...

22 Marzo 2017

L'UE ha sessant'anni: quante donne imprenditrici ci sono in Europa?

scritto da

Sabato l'Unione europea celebrerà i sessant'anni dalla firma dei Trattati di Roma, che sancirono la nascita della Comunità economica europea. Dell'unione doganale prima e della moneta unica poi, in questi anni hanno beneficiato imprenditori e cittadini. E le imprenditrici? Nonostante nei 28 Paesi membri la popolazione femminile superi quella maschile, le donne rappresentano solo il 34,4% delle titolari d'azienda e il 30% di coloro che hanno dato vita a una start up. Per cercare di colmare questo gap, la UE ha messo in campo diversi strumenti: dal Wes, il network europeo per promuovere l'imprenditoria femminile, fino alla...

20 Marzo 2017

800mila posti di lavoro entro il 2020 nell'Ict. Chi è pronto a cogliere l'opportunità?

scritto da

Un pomeriggio di palestra scratch. Dai 3 ai 14 anni ad imparare a programmare usando i videogiochi. Tutto gratuito, grazie ai volontari di Coderdojo. Tre aule: junior (3-6 anni), livello base e livello avanzato (per gli altri). Totale oltre 30 partecipanti, con genitori al seguito. Solo due le bambine: una di 4 anni (mia figlia) e una di 7. Quando lo faccio notare uno degli organizzatori mi risponde che lui ci prova sempre a coinvolgere le bambine, soprattutto quelle più dotate in matematica, ma si sente sempre rispondere dalle mamme: "E' una cosa da maschi". A certe risposte si può obiettare solo con un numero: 756mila nuovi posti...

25 Gennaio 2017

Tre “Davos moment” straordinariamente ordinari (raccontati da chi c'era)

scritto da

“Oggi ero venuto qui convinto che quello di cui avevamo bisogno fosse una nuova narrativa ispirata da un leader visionario. Ora penso che la chiamata di Leonardo ad assumere la nostra responsabilità come cittadini sia l’unico modo in cui cambieremo l’Europa. Ho cambiato idea. Grazie Leonardo”. Non capita tutti i giorni di far cambiare idea pubblicamente al presidente di una delle più grandi multinazionali al mondo. Così come non capita spesso di essere citati da un Premio Nobel per l’economia come riferimento in una discussione sul futuro del lavoro nella quarta rivoluzione industriale. Eppure questi sono due dei miei...

24 Gennaio 2017

Danza e musica per imparare matematica

scritto da

Studiare aritmetica e geometria attraverso la musica, la danza e la pittura. Con l’obiettivo di aiutare tutti i bambini della fascia di scuola primaria, ma soprattutto quelli con disabilità sensoriali o problemi di apprendimento. Si chiama WeDraw ed è il nuovo metodo di insegnamento multisensoriale al centro di un progetto europeo coordinato dall’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia e nato dalle ricerche di un gruppo di 25 ricercatori guidati da Monica Gori e Gualtiero Volpe, sull’’utilizzo dei sensi nell’apprendimento da parte dei bambini dai 6 ai 10 anni. Il progetto durerà 2 anni, anche grazie a un co-finanziamento...

22 Dicembre 2016

A scuola si (com)battono i pregiudizi

scritto da

“Da grande sarò una scienziata e inventerò la macchina del tempo!”. Camilla ha quasi sei anni e le idee ben chiare. Un’affermazione tanto semplice da dire, quanto difficile da attuare la sua. Nel 2016, infatti, ci ritroviamo ancora a combattere contro i pregiudizi storici, che hanno sistematicamente impedito alle donne, l’accesso al mondo della scienza, confermati dai dati di accesso all’istruzione scientifica, nel tempo. Dopo essere state bandite per secoli dalla fruizione e produzione del sapere, in particolare quello scientifico e tecnologico, è solo da metà dell’ottocento che le donne hanno cominciato la difficile...

01 Luglio 2016

Brexit, il referendum era solo consultivo. La parola al Parlamento.

scritto da

A pochi giorni dall’esito del referendum che ha sancito la volontà popolare degli abitanti del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, il dibattito, se possibile, è ancora più acceso dei giorni che hanno preceduto il voto. Chi ritiene che la Brexit sia di fatto una resa dei conti di politica interna, chi punta il dito contro l’accusa di populismo rivolta a quanti hanno votato a favore del leave (perché si parla di populismo se vince la parte che non condividiamo e di democrazia se il risultato del voto conferma le nostre idee?), chi mette in discussione l’utilizzo del referendum per dirimere questioni di politica...

24 Giugno 2016

Di chi è il futuro? Oggi è una chiamata a riappropriarsene

scritto da

Oggi non è solo il giorno in cui la Gran Bretagna ha votato per lasciare l'Unione europea. Oggi è il giorno in cui il destino di una generazione di giovani britannici è stato determinato da quella più anziana. Il giorno in cui nonni e genitori hanno deciso che i loro figli e nipoti avranno un futuro meno prosperoso.

Il paradosso del referendum britannico è che coloro che ne subiranno le severe conseguenze sono quelli che hanno votato "Remain". Quasi 7 cittadini su 10 tra i 18 e i 24 anni si sentono tanto britannici quanto europei. Loro hanno votato per rimanere parte dell'Unione che è la seconda economia globale e la più grande...