15 Gennaio 2017

Un secondo cybersicuro

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Sssst. Sono io. Sono qui. Oh, ma dove guardate? SONO QUI! Qui sullo schermo! Mi riconoscete? Ah, già, non mi vedete. Eppure di me si è parlato molto questa settimana: sono il virus di Occhionero. Che, detta così, sembra una malattia di un qualche personaggio dei fumetti, che so, l’otite di Gambadilegno, l’alluce valgo di Macchia Nera… Se dico che sono il malware Eye Pyramid? No, Roberto Giacobbo non c’entra, neanche egizi, alieni, Maya o Templari. Io faccio Spear Phising. Tonni? No, tonni non ne ho mai presi. Con l’arpione aggancio altri pesci. Pesci grossi, eh? Tipo Mario Monti, Matteo Renzi, Mario Draghi… O, perché...

31 Dicembre 2016

L'ultimo secondo del 2016

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Meno tre, meno due, meno… No, no, no. Aspettate un attimo. Voglio quest’ultimo secondo tutto per me. Per me chi? Ma il 2016, l’anno che tutti i musicofili abbastanza grandi negli anni ’80 hanno stramaledetto (David Bowie, Prince e George Michael… Oh, sono morti anche Umberto Eco, Dario Fo, Umberto Veronesi, ve lo ricordate?), quello più caldo di sempre (fino all’anno prossimo), ecc, ecc. E io? Volete sapere come mi sento? Non tanto bene. Diciamo che il primo gennaio mica me l’aspettavo che sarebbe andata così, anche perché la prima cosa che mi ricordo è Fabiola Gianotti presidente del CERN… Febbraio però è...

18 Dicembre 2016

Wondy, quanto dura un secondo?

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L’uomo è in piedi, accanto al letto. Nella mano, grande, tiene quella di lei che è quasi scomparsa, persa sotto le coperte, tra i macchinari che incombono. Solo gli occhi sono grandi, immensi, fissi in quelli di lui. Quanto dura un secondo? Se lo chiedono entrambi, entrambi si rispondono che non lo sanno, senza dirlo. Lui una cosa la sa, però. Sa di non voler chiudere le palpebre perché ha paura che le chiuda anche lei, e allora resiste, è un modo per tenerla con sé ancora un attimo, un secondo. Quanto dura un secondo? Il secondo in cui saluti una persona che ami dura quanto la vita trascorsa assieme. E’ il secondo che...

09 Novembre 2016

Un secondo. E chiudiamo il conto della campagna elettorale

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Mi chiamo Donald, ho settant’anni, tre mogli e cinque figli. E sono il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Tra un secondo dovrò salire sul palco dell’hotel Hilton di New York per pronunciare il mio primo discorso. Lo ripasso. “Ho appena ricevuto una telefonata da Hillary Clinton, vorrei farle le mie congratulazioni, ha combattuto con tutta se stessa. Ho nei suoi confronti un debito di gratitudine per il suo servizio al Paese. Lo penso davvero" Ma chi l’ha scritta questa roba? Lo stesso scriveva i discorsi di Melania copiando quelli di Michelle? Be’, però, non posso esordire chiamandola corrotta...

14 Ottobre 2016

L'ultimo secondo di un giullare

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Un secondo e rivedrò Franca. E’ solo questo il mio pensiero, altrimenti non sarei pronto, ho fatto di tutto per campare, perché a ridere, anche amaro, ci si prende gusto. È come una sfida a ramino, puoi vincere o perdere, ma quel che conta è la partita. La mia partita è cominciata a Sangiano, il 24 marzo del 1926, "il paese delle meraviglie", che se prosegui sulle sponde del Lago Maggiore e fino a Porto Valtravaglia e poi su, su, fino a Pino Tronzano arrivi al confine. Sono stati pescatori e contrabbandieri a farmi amare le storie, gente di fantasia, quella. E io ad ascoltare. E ascolta, ascolta, ecco che viene voglia a me di...

02 Ottobre 2016

Un secondo. Il gusto aspro del melograno di Ilaria Capua

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L’ho mangiato tutto, il melograno. Ho schiacciato i chicchi sotto i denti, uno a uno, ne ho assaporato il succo agro e ho inghiottito i semi duri. Un melograno fatto di ignoranza, violenza, sospetto, insinuazioni. Un succo che sapeva di fango e veleno. Un seme fatto di vuoto, un vuoto nauseabondo che non deve, non dovrebbe, contribuire a generare nessun’altra pianta, non dovrebbe contribuire a dare nessun altro frutto. A ogni passo che compio, spalle all’emiciclo, assaporo di nuovo il sapore di un chicco. Non sento i rumori dell’aula dietro di me, sento però nella mia testa le domande, “Sei colpevole?”. Un passo, un...

25 Settembre 2016

Un secondo fertiloso

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Mi chiamo Beatrice, sì come la guida di Dante, che ho fatto il Classico, certe cose le so. E anche come quell’altra del Secondo della settimana scorsa, ma io faccio tutt’altro, sono un ministro, io, e so che a questo punto dovrei dire quanti anni ho, ma a una signora mica si chiedono, e maledetta Wikipedia che racconta tutto. Comunque, ho accettato volentieri l’invito di AlleyOop a raccontare cosa è successo con questa cosa del Fertility Day, che, per dirla tutta, mi è decisamente scappata di mano. Era dai tempi del Giornale di Ostia che non mi trovavo in casini del genere, per fortuna poi sono entrata in politica a tempo pieno,...

18 Settembre 2016

Un secondo. Il sogno grande di Bebe Vio

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Mi chiamo Beatrice, ma tutti mi chiamano Bebe, ho diciannove anni, e sono una schermitrice. Una schermitrice senza braccia e senza gambe, per la precisione. A undici anni me le hanno tagliate per colpa di un cosino piccolo piccolo ma feroce, con un nome quasi buffo, meningococco. Mica potevo dargliela vinta, a quel cosino lì. Io volevo la mia vita. Sono una ragazza fortunata, quando lo dico vedo la gente sgranare gli occhi, eppure io sono davvero fortunata. Perché sono viva e respiro. Perché faccio un sacco di cose, ma nessuna da sola, c'è la mia famiglia con me. E perché sono capace di sognare in grande. E adesso sono a un...

24 Luglio 2016

Un secondo. Pikachu.

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Mi chiamo Pikachu, e sono un Pokemon. Sono qui, dentro questa buca, dietro alla siepe. Venite più vicini, che non posso parlare a voce troppo alta. Mi vedete adesso? Sono quella macchia gialla. Per la precisione, sono un piccolo roditore con un spiccata capacità di immagazzinare energia elettrica. Un topo elettrico insomma, si sa che nei fumetti i topi hanno successo, da quel borioso di Topolino fino a quel secchione di Geronimo, anche se i miei migliori amici sono Jerry e Mignolo, certe sbronze… se gli sgabelli dei pub potessero parlare… Spiegatemi cos’è successo, perché io davvero non lo capisco, e pensavo di averle...

17 Luglio 2016

Un secondo. E una bambola vestita di rosa.

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Je m’appelle Laura. Si legge alla francese, Lorà, anche se qua a Nizza ci sono tanti italiani e qualcuno dice anche L-a-u-r-a, che è buffo sentire pronunciare tutte le lettere e mettere l’accento nel posto sbagliato. Ho otto anni, ma le mie insegnanti dicono che sembro più grande, perché sono alta e poi ragiono con la testa di una che è in sixième anche se io vado solo all’école primaire. Papà però dice che non è vero che sono grande, perché mi porto sempre dietro Lili e solo i bimbi piccoli lo fanno. Anche Jacques, che è il mio fratellino, tiene sempre con sè il suo doudou, che è uno strano topo con gli occhiali,...