05 Febbraio 2017

Un secondo. Game. Set. Match.

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La palla da tennis è una sfera di gomma ricoperta di feltro, di solito giallo. Ha in diametro di poco più di 6,5 centimetri. Quante ne hai colpite nella tua carriera? Non ci hai mai pensato, ma diresti miliardi, non milioni. La palla da tennis pesa meno di 60 grammi. Ma quella che hai in mano sembra di diversi quintali. Nessuna palla che hai mai sollevato è mai stata così pesante, ne sei certo. Peccato che nel tennis non esista il pareggio. Ti viene da pensarlo mentre la palla compie il suo arco stretto sopra la tua testa, e mentre la scagli con tutta la forza che puoi verso la linea centrale di Rafa Nadal. Una divinità del...

29 Gennaio 2017

L'ultimo secondo del cantante triste

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Stanza 219 dell’Hotel Savoy. Sanremo, la città del festival. Il diciassettesimo, il primo a cui partecipo. E l’ultimo a cui parteciperò. L’ho detto anche a Mike Bongiorno, prima di salire sul palco stasera, 27 gennaio 1967. Questa è l’ultima volta, gli ho detto. Lui ha pensato che era l’ultima volta che eseguivo un pezzo, d’ora in poi avrei fatto solo l’autore. L’ha pensato lui, non sapeva cosa avevo in mente, non lo sapevo nemmeno io allora. E anche adesso… Devo bere. Datemi da bere. Guardare ogni giorno se piove o c'è il sole,  per saper se domani si vive o si muore E un bel giorno dire basta e andare...

15 Gennaio 2017

Un secondo cybersicuro

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Sssst. Sono io. Sono qui. Oh, ma dove guardate? SONO QUI! Qui sullo schermo! Mi riconoscete? Ah, già, non mi vedete. Eppure di me si è parlato molto questa settimana: sono il virus di Occhionero. Che, detta così, sembra una malattia di un qualche personaggio dei fumetti, che so, l’otite di Gambadilegno, l’alluce valgo di Macchia Nera… Se dico che sono il malware Eye Pyramid? No, Roberto Giacobbo non c’entra, neanche egizi, alieni, Maya o Templari. Io faccio Spear Phising. Tonni? No, tonni non ne ho mai presi. Con l’arpione aggancio altri pesci. Pesci grossi, eh? Tipo Mario Monti, Matteo Renzi, Mario Draghi… O, perché...

25 Dicembre 2016

Un secondo. Neve sull'albero

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Tengo gli occhi stretti stretti, ci s’infila a fatica la luce della lampada sul mio comodino, il buio non mi piace, ma adesso devo tenerli chiusi, non è mica una notte come le altre, arriva Babbo Natale, o forse è già arrivato, o forse è Gesù Bambino, non lo so, però qualcuno arriva e mi porta i regali, anche se non l’ho scritta la letterina, ma la mamma dice che non importa. Come farà Babbo Natale a sapere cosa voglio? Che se è Gesù Bambino, cioè, me lo spiego, ma Babbo Natale? Dei passi fuori dalla porta. Deve essere Babbo Natale per forza, perché mi sa che Gesù Bambino vola. Infilo la testa sotto le coperte, mi...

18 Dicembre 2016

Wondy, quanto dura un secondo?

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L’uomo è in piedi, accanto al letto. Nella mano, grande, tiene quella di lei che è quasi scomparsa, persa sotto le coperte, tra i macchinari che incombono. Solo gli occhi sono grandi, immensi, fissi in quelli di lui. Quanto dura un secondo? Se lo chiedono entrambi, entrambi si rispondono che non lo sanno, senza dirlo. Lui una cosa la sa, però. Sa di non voler chiudere le palpebre perché ha paura che le chiuda anche lei, e allora resiste, è un modo per tenerla con sé ancora un attimo, un secondo. Quanto dura un secondo? Il secondo in cui saluti una persona che ami dura quanto la vita trascorsa assieme. E’ il secondo che...

04 Dicembre 2016

Un secondo referendario: gli hashtag di Renzi

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#IGiochiSonoFatti 4 dicembre 2016, ore 22.59. Tecnicamente i giochi non sono ancora fatti. Manco io, un secondo ed entrerò io nel seggio a depositare la mia scheda. Ho voluto essere l’ultimo a votare per il referendum che ho voluto così tanto. #ReferendumCostituzionale Ma anche e soprattutto referendum su di me. È vero che votammo sul divorzio e non su Pannella, ma stavolta è diverso. Non è giusto ma non posso dare la colpa a nessuno, mi ci sono messo io in questo vicolo cieco, ho detto io che se perdevo andavo a casa. Poi ho provato a sterzare, ma ormai era tardi. #MatteoStaiSereno Provo a dirmelo, ma non funziona,...

28 Novembre 2016

Un secondo da papà, ed è subito casa

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Parcheggio. Devo trovare parcheggio. Non troppo lontano, altrimenti non arrivo in tempo. Ecco, qua c’è un posto. No, non va bene, ci sono le strisce pedonali. Faccio un altro giro. Già, un altro giro. Come se non bastasse quelli che ho già fatto negli ultimi giorni. Lunedì: colazione a Treviso, pranzo a Milano (via Bologna) e cena a Roma, tutto in treno; martedì tutta la giornata a Roma e la sera rientro a Treviso (ma prima pit stop a Mestre a riprendere l’auto); mercoledì Treviso – Mestre in macchina, poi  Mestre – Milano, e la sera stessa direzione e verso opposto;  e oggi a Parma in auto, da Treviso, e poi...

09 Novembre 2016

Un secondo. E chiudiamo il conto della campagna elettorale

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Mi chiamo Donald, ho settant’anni, tre mogli e cinque figli. E sono il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Tra un secondo dovrò salire sul palco dell’hotel Hilton di New York per pronunciare il mio primo discorso. Lo ripasso. “Ho appena ricevuto una telefonata da Hillary Clinton, vorrei farle le mie congratulazioni, ha combattuto con tutta se stessa. Ho nei suoi confronti un debito di gratitudine per il suo servizio al Paese. Lo penso davvero" Ma chi l’ha scritta questa roba? Lo stesso scriveva i discorsi di Melania copiando quelli di Michelle? Be’, però, non posso esordire chiamandola corrotta...

06 Novembre 2016

Un secondo. Giro giro tondo, casca il mondo...

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Giro giro tondo… Mi piace questo gioco, mi piace così tanto che me lo sogno anche. Perché adesso sto sognando, sto sognando di essere nel cortile della mia scuola che poi era un asilo ma io la chiamo scuola e nel cortile giocavo al girotondo mano nella mano con i miei amici. Oppure a casa, lo facevo con la mamma e il papà e Anna, la mia sorellina, che non è grande come me che ho cinque anni, lei ne ha due ma si diverte tanto e quando si butta all’indietro dice “Ahia, sederino” perché si è tolta il pannolino da poco e delle volte si fa ancora la pipì addosso. Casca il mondo… Adesso però posso solo sognarmelo...

30 Ottobre 2016

Un secondo. Vallonia caput mundi.

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Rumore di nocche nervose sul legno pesante. La porta si spalanca prima che venga accordato il permesso, uno schiaffo al protocollo, per fortuna l’uomo seduto alla scrivania all’ultimo piano del Langevin Block di Ottawa non si cura del protocollo. Una donna di mezza età entra ticchettando. Occhi allarmati dietro gli occhiali dalla montatura austera. «Signor Primo Ministro…» ansima. L’uomo si scosta il ciuffo dagli occhi. «Molly» risponde «Da quanto tempo lavoriamo assieme?» «Da quando si è insediato, signor Primo Ministro, un anno fa.» «Un anno e non hai capito? Devi chiamarmi Justin.» «Justin, abbiamo...