12 Marzo 2018

Non chiamatelo reddito di cittadinanza: breviario minimo della proposta M5S

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    Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, che dopo il voto del 4 marzo si è rivelato il primo partito italiano e il primo gruppo parlamentare (con 227 deputati e 112 senatori), poggia su un equivoco lessicale e semantico: lo hanno chiamato “reddito di cittadinanza” nella proposta di legge n. 1148/2013 a prima firma Nunzia Catalfo (senatrice M5S appena rieletta), ma non lo è. Non è una forma universale di sostegno al reddito, legata al solo requisito della cittadinanza, come erogata ad esempio in Alaska (1.100 dollari nel 2017). È invece, come tiene a precisare in ogni occasione Pasquale Tridico, ministro...

07 Aprile 2017

Cara mamma, dai pure il cognome a tuo figlio (se il papà è d'accordo)

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"Che cos'è un nome? Quella che chiamiamo "rosa" anche con un altro nome avrebbe il suo profumo. Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa". Shakespeare non sembra però convincere i senatori italiani, che da 36 mesi fanno languire sui loro tavoli una proposta di legge che porterebbe un pezzetto d'Italia nel millennio in cui "papà e mamma pari sono". Il disegno di legge sul doppio cognome, approvato alla Camera il 31 agosto 2014, stabilisce che ai figli potrà essere assegnato al momento della dichiarazione di nascita presso gli uffici di stato civile alternativamente: il cognome del padre,...

31 Marzo 2017

Davvero noi donne abbiamo bisogno di una legge per i dolori mestruali?

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Tre giorni al mese di assenza “protetta” garantiti ad ogni donna in caso di dismenorrea: forti dolori mestruali di cui sembra che soffra dal 60 al 90% della popolazione femminile in età fertile. E’ la proposta di legge 3781, formulata ad agosto del 2016 da quattro deputate PD e che si sta dibattendo in questi giorni alla Camera. Una proposta che dovrebbe allarmarci, e non poco: si tratta infatti di una misura portata avanti da pochissimi Paesi nel mondo, che lo fanno in modo apertamente paternalistico, e che rischia di rendere ancora più debole la posizione negoziale delle donne rispetto all'occupazione, sia in termini...

13 Gennaio 2017

Siamo pronte a parlare di stipendi? Le donne tedesche sembra di sì…

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Se ne parla da quasi due anni in Germania e la ministra della Famiglia ci crede moltissimo: questa settimana è finalmente arrivato alla fase di approvazione del parlamento tedesco il disegno di legge che obbliga le aziende con più di 200 dipendenti a rendere noti i dati salariali, mettendo così in evidenza se persone con lo stesso profilo e ruolo ma di sesso differente sono pagate in modo diverso. Le aziende con oltre 500 dipendenti saranno inoltre obbligate a pubblicare regolarmente dati sulle retribuzioni per dimostrare di star osservando le leggi sulla parità di trattamento economico. Così, in un Paese in cui il divario...

05 Settembre 2016

#Fertilityday, endometriosi per tre milioni di italiane. Il ministero della Salute potrebbe partire da lì

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Nei giorni scorsi si è parlato tanto del corpo delle donne: prima la proposta di legge sul "congedo mestruale", nemmeno approdata in commissione, poi la campagna del fertility day. Eppure di modi per interventi efficaci e rapidi ce ne sono: chi ha letto i commenti all'iniziativa del ministero della Salute ha certamente trovato ripetuto l'appello a rivedere i LEA (Livelli essenziali di assistenza) per chi soffre di endometriosi. In tema di salute e patologie, lo scorso aprile, la parlamentare Vittoria D'Incecco ha presentato una mozione alla Camera sull'endometriosi, approvata in maggio. Ecco il testo: L'endometriosi - si legge...

15 Febbraio 2016

Arriva lo smartworking, chi ha paura della flessibilità alzi la mano

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Si è fatto desiderare ma alla fine lo smart working è arrivato anche in Italia. Il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge, e si comincia a discutere sui diritti e doveri del lavoro agile (sinonimo caldeggiato dalla Crusca). Sia chiaro: il testo deve ancora percorrere l'iter parlamentare, ma questo ci consente di ragionare su alcune questioni prima che diventino legge. Da un primo e veloce sondaggio - di quelli fatti a botta calda tra colleghi e amici - mi sembra che l'approccio al lavoro smart non trovi vie di mezzo. O si ama (con alcuni distinguo), o si odia. I commenti oscillano dall'euforia di chi afferma...