10 Gennaio 2018

I giovani non possono più aspettare, ci diamo una mossa?

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    Il 2017 è stato un anno a due velocità. L’economia italiana è in ripresa e si sono generati nuovi posti di lavoro che hanno fatto lievemente salire il tasso di occupazione. Ma per i ragazzi non è stato fatto ancora abbastanza e sono diversi gli indicatori che ci portano a chiederci se l’Italia sia o meno un Paese per giovani. Cominciamo dal sistema educativo, così complesso che piuttosto che avvicinare i giovani al lavoro li allontana. Infatti in Italia abbiamo una percentuale di laureati molto bassa rispetto al resto dell'Europa e in generale il nostro percorso di studi è più lungo e non incentiva i ragazzi ad...

12 Dicembre 2017

Come dare un futuro ai giovani senza occupazione? La risposta degli altri Paesi

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    In Italia ci sono oltre 2,2 milioni di NEET, cioè giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Not in education, employment or training) pari al 24,3% della relativa popolazione, un’incidenza molto alta soprattutto se paragonata ai livelli europei (14,2%) e nettamente superiore a Germania (8,8%), Francia (14,4%) e Regno Unito (12,3%). Il 1 dicembre 2017 a Milano si è tenuto il convegno internazionale “Neeting” organizzato da Fondazione Cariplo, Istituto Toniolo e Università Cattolica, dove si sono confrontati esperti italiani e stranieri che hanno messo in evidenza la fragilità dei Paesi che non...

08 Dicembre 2017

Cosa fa la Germania per recuperare i NEET?

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    Non superano la soglia del 10% i giovani NEET (acronimo inglese di “not in education, employment or training” indicante soggetti dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano) in Germania (9,6%), mentre in Italia corrispondono al 26% (in altri termini a un giovane su quattro). Lo dicono i dati relativi all’anno 2016 divulgati dall’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto Education at a Glance 2017. Quello della Repubblica Federale Tedesca è uno dei tassi NEET più bassi registrati dai Paesi OCSE lo scorso anno. Sebbene la quota di NEET in Italia sia in...

28 Novembre 2017

Giovani, i nuovi poveri in Italia

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      I giovani sono i più colpiti dalla povertà. A dirlo è il recente Rapporto sulla povertà della Caritas Italiana che restituisce una fotografia preoccupante del nostro Paese: la povertà infatti è un fenomeno più pervasivo e diffuso rispetto agli scorsi anni. Inoltre, come si diceva, il dato allarmante è che le persone più penalizzate non sono solo gli anziani, i pensionati, come nel passato, ma i giovani. E mentre in Europa la povertà giovanile è in declino, in Italia è in aumento (dal 2010 al 2015 si riscontra un incremento del 12,9%). Nel 2015 (ultimo anno disponibile per questo tipo di dato fornito...

11 Luglio 2017

Alternanza scuola-lavoro: le buone pratiche esistono

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Oltre 2,2 milioni di NEET, cioè i giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano in Italia pari al 24,3% della relativa popolazione, un’incidenza molto alta soprattutto se paragonata ai livelli europei. Le ragioni profonde per cui i giovani non trovano lavoro è da ricercarsi, fra le altre cose, nella mancanza di dialogo tra il sistema educativo e quello economico che porta ad un disallineamento tra le competenze che imparano i ragazzi a scuola e quelle ricercate dalle imprese. Basti pensare al comparto ICT dove ci sono tantissimi posti di lavoro senza candidati in linea. I risultati della ricerca "Studio ergo Lavoro"...

01 Maggio 2017

Giovani e lavoro, un amore difficile

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Sembra ci sia una certa difficoltà a che scocchi la scintilla tra domanda e offerta di lavoro in Italia. Soprattutto per quanto riguarda il mondo giovanile. I NEET, cioè i giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano, sono oltre 2,2 milioni (il 24,3% della relativa popolazione), con una incidenza più elevata tra le donne rispetto agli uomini. Eppure i posti vacanti, cioè quelli per cui un’impresa sta cercando attivamente un candidato, sono lo 0,8% che in valori assolti rappresenta un numero molto elevato. Per esempio in un settore come quello dell'Ict, che dovrebbe essere uno dei favoriti per l'occupazione giovanile,...

01 Novembre 2016

I neet (giovani non occupati e non scolarizzati) valgono mille miliardi di dollari

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Un potenziale slancio economico di oltre mille miliardi di dollari. Tanto vale la riduzione del numero di giovani non occupati, non scolarizzati o non coinvolti in programmi in formazione professionale (NEET) ai livelli attuali della Germania. L'Italia, poi, è  tra i paesi con il potenziale maggiore: pari all’8-9% del Pil. I dati emergono dallo studio Young Workers Index di PwC, che analizza i livelli di istruzione, occupazione e formazione professionale dei giovani di 15-25 anni in 35 paesi OCSE Nella classifica generale l'Europa non se la cava affatto male a occupa i vertici della classifica grazie a Svizzera, Germania ed...

12 Settembre 2016

#fertilityday: oltre sei mamme su dieci sotto i 30 anni restano a casa senza lavoro

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Niente lavoro e niente studio studio: oltre sei giovani mamme su dieci rimangono a casa a rimpolpare l'esercito dei Neet (not in education, employment or training), vale a dire la schiera di coloro che non lavora, non studia e non è in formazione. Tra le donne sotto i 30 anni con figli piccoli, rileva l'Istat, l'incidenza delle Neet è appunto al 64,4%. Le neomamme sono inoltre oltre metà di tutti i giovani inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (complessivamente 521 mila persone). L'incidenza dei Neet tra i giovani papà, al contrario, si ferma al 14%, sotto la media complessiva del 22,3%. Un dato che non...

20 Maggio 2016

Istat: fotografia di generazioni a confronto, dal matrimonio al lavoro

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Nel 1926 il nome dato più frequente alle bambine era Maria: oggi sono Sofia e Giulia. Quattro generazioni si sono succedute nella storia del Paese, da quella della ricostruzione a quella delle reti. A tracciare i percorsi di vita delle italiane e degli italiani è stato il presidente dell'Istat Giorgio Alleva, presentando il rapporto Annuale 2016. Maria nasce in un'Italia povera e arretrata e vive la Secondo Guerra mondiale; seguono Anna, Francesca e Giulia. Nel 2014 il nome piu' diffuso tra le neonate è stato Sofia (7.353), seguito da Giulia (6.729) e Aurora (5.709). Ma come è cambiata la vita di generazione in generazione? Vivono di...