05 Luglio 2018

Generazioni alla prova del lavoro: i 35-49enni più penalizzati

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    Dal fronte del lavoro buone notizie per i più giovani e i più anziani, meno buone per la generazione di mezzo. A maggio scorso gli occupati ultracinquantenni sono cresciuti di 98mila unità, i 25-34enni di 31mila. Unica nota dolente è quella per i 35-49enni, fascia generazionale che conta, rispetto al mese precedente 11mila occupati in meno.  Lo spaccato di come si evolve l'occupazione a livello generazionale si trova negli ultimi dati diffusi dall'Istat sull'occupazione dai quali emerge, in generale un quadro positivo, con 114mila occupati in più rispetto ad aprile e ben 457mila occupati in più rispetto allo stesso...

12 Giugno 2018

Conosciamo i nostri ragazzi? 5 pregiudizi sulla Generazione Z

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    Dopo i Millennial, arrivano i giovanissimi della Generazione Z, i nati tra il 1996 e il 2010. Li vediamo uscire da scuola, fare sport, leggere ed essere sempre connessi. Sono i nativi digitali perché non hanno mai vissuto l'era analogica: non sanno cosa siano telefoni fissi, floppy disk e video cassette. Eppure non sono come sembrano, pensiamo di conoscere i nostri adolescenti ma in questo caso sono più i pregiudizi a dare loro un volto che fatti concreti. La distorsione cognitiva più ricorrente è il cosiddetto "anchoring bias": ci basiamo sulla conoscenza che abbiamo dei Millennias per formulare giudizi sulla...

11 Giugno 2018

Mamme millennials, con le sneakers ai piedi e lo smartphone in mano

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    Alla fine anche noi siamo diventate mamme. Quelle nate negli anni 80. Nell'armadio i poster di Dylan McKay di Beverly Hills 90210 e dei Back Street Boys hanno fatto spazio al corredino per il nascituro. Secondo l’ultimo dato reso disponibile dall'Istat nel 2014 erano 326.653 le donne tra i 19 e i 35 anni ad avere dato alla luce un bambino. È la carica delle mamme Millennials, con le sneakers ai piedi e lo smartphone in mano. E ovviamente rappresentano la stragrande maggioranza delle mamme italiane oggi. Rispetto alle precedenti, la generazione Y aspetta più a lungo di prima per creare una famiglia. Lo testimonia...

29 Maggio 2018

Come sarà l'Italia nel 2065?

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    Sapevamo già che l'Italia è un paese per vecchi ma quello che non conoscevamo ancora sono i nuovi trend demografici. L'Istat ha appena pubblicato il report sulle Previsioni regionali della popolazione residente al 2065. Tre sono le parole chiave: Sud, vecchi e giovani. In generale in Italia ci sarà una diminuzione della popolazione residente, si passerà dagli attuali 60 milioni di italiani a 54 milioni nel 2065. Tutta la penisola avrà meno abitanti ma sarà il Sud a svuotarsi maggiormente mentre nel Centro-nord, dopo i primi trent’anni di previsione con un bilancio demografico positivo, si avrebbe un progressivo...

03 Maggio 2018

La ricetta dell’Australia per #illavorochenoncè

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#illavorochenoncè spesso è quello delle donne. In Italia, per esempio, gli ultimi dati sull’occupazione danno quella maschile al 67% e quella femminile solo al 49,3%, una delle più basse di tutta l’Europa. Ieri l’Istat ha comunicato i dati sul lavoro di marzo: se la disoccupazione - all’11% - non è mai stata così bassa dal 2012, e se in un solo mese sono stati creati 62mila nuovi posti di lavoro, i numeri scomposti per sesso ci dicono che per gli uomini si sono aperti 81mila nuovi impieghi, mentre per le donne se ne sono chiusi 19mila. Insomma, è la media del pollo. Come aumentare l’occupazione femminile è la...

03 Aprile 2018

Il lavoro, questo è il problema in Italia

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    Abbiamo chiuso il 2017 con un lieve aumento dell’occupazione in Italia, come registra l’ultimo rapporto dell’Istat, ma se sommiamo i disoccupati e le forze di lavoro potenziali, le persone che vorrebbero lavorare ammontano a 6,4 milioni. Il risultato è leggermente positivo, ma è determinato da fattori non strutturali e legati a fatti contingenti. È stato determinante l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni, crescita che è indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile. 
Si registra...

12 Marzo 2018

Non chiamatelo reddito di cittadinanza: breviario minimo della proposta M5S

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    Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, che dopo il voto del 4 marzo si è rivelato il primo partito italiano e il primo gruppo parlamentare (con 227 deputati e 112 senatori), poggia su un equivoco lessicale e semantico: lo hanno chiamato “reddito di cittadinanza” nella proposta di legge n. 1148/2013 a prima firma Nunzia Catalfo (senatrice M5S appena rieletta), ma non lo è. Non è una forma universale di sostegno al reddito, legata al solo requisito della cittadinanza, come erogata ad esempio in Alaska (1.100 dollari nel 2017). È invece, come tiene a precisare in ogni occasione Pasquale Tridico, ministro...

07 Febbraio 2018

La generazione dei 30-40 è sotto scacco, un costo economico per l'Italia

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      Alice, 35 anni, da dieci giornalista precaria. Maria, 40 anni, pensa di lasciare la professione di avvocato, divenuta nella sua esperienza personale troppo incerta, e studia per i concorsi pubblici.  Antonio, 38 anni, ha lasciato il suo lavoro precario all’università e sogna il posto fisso. Sono storie raccolte tra i  30-40enni, una generazione che ha pagato di più delle altre il costo della crisi che li ha investiti proprio mentre cercavano di entrare o di affermarsi nel mondo del lavoro. Ma tutto questo, come spiega Mario Morcellini, commissario Agcom, sociologo e studioso dei mass media, già  prorettore...

20 Settembre 2017

Numeri e sigle non misurano la vita dei bambini in classe

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    “Le maestre mi insegnano a leggere e dopo posso leggere da solo Paperinik?”. E’ un soldo di cacio appeso a una cartella enorme dai colori sgargianti. Nel suo primo giorno di scuola sta attaccato alla gonna della mamma davanti al cancello e la guarda da sotto in su in attesa di un sorriso e della risposta, prima del suono della campanella. Ognuno dei quasi nove milioni di bambini e ragazzi, fra i 3 e i 18 anni, che sono tornati sui banchi questo settembre porta con sé le stesse attese, la stessa domanda, la stessa speranza. Varcare il portone d’ingresso, per loro, vuol dire entrare in un mondo altro, che non ha i...

13 Settembre 2017

Ma c'è davvero di che gioire per l'occupazione femminile al 49,1%?

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    Il dato sull'occupazione femminile è da record. Eppure c'è poco da festeggiare. "L'occupazione femminile è cresciuta di 1,6 punti percentuali rispetto al 2008. Ma  dobbiamo gioire del fatto che siamo ancora sotto la soglia del al 50% del totale e che abbiamo un gap enorme rispetto ad altri paesi europei?" sottolinea la statista Linda Laura Sabbadini, proseguendo poi: "Dobbiamo guardare i numeri e cercare di capire cosa sta succedendo. Siamo in una fase importante di ripresa, che però si è stabilizzata e ha un'intensità bassa. Il Pil italiano è ancora 6 punti sotto il 2008, mentre il Pil dell'Eurozona è già tornato...