16 Gennaio 2018

Quei bravi ragazzi, figli anche nostri

scritto da

    Sono tutti figli nostri: sono quelli più brutti, più cattivi; quelli che ci affollano le notti di angoscia e il giorno di pensieri. Sono i figli che non avremmo voluto avere, ma che pure hanno tutto il diritto di essere amati, educati e, nel caso, puniti. Li abbiamo sempre avuti, hanno sempre abitato nelle periferie delle nostre città, negli anfratti dove delinquenza e bullismo si frullano in un unico enorme calderone di paura. A periodi alterni ci ricordiamo che esistono ma, per lo più, fingiamo che non ci siano. Nel 1989, io avevo 16 anni, uscì un libro destinato, per una manciata di mesi, a ricordarci che i...

11 Gennaio 2018

Le donne? Felici di essere single

scritto da

Le donne apprezzano la vita da single più degli uomini, soprattutto dopo i 45 anni. Non lascia spazio a dubbi, in questo senso, il risultato di una ricerca dell'agenzia britannica Mittel: il 61% delle donne britanniche si dichiara felice di essere single, rispetto al 49% degli uomini nella stessa posizione. Secondo il rapporto, poi, il 75% delle donne single e il 65% degli uomini single non ha cercato una relazione nel corso dell'ultimo anno. La differenza diventa ancora più ampia nella fascia d'età 45-65 anni, in cui il 32% delle donne si dice felice del suo status di single contro il 19% degli uomini. Il primo elemento che...

09 Gennaio 2018

Roberta: «Ho scelto le mucche e sono felice»

scritto da

    Sibilla, Ovada, Mora, Imperia, Pantera, Polonia, Guendalina, Adelina, Rondine, Senape, Latina, Rapa, Trottola, Uendy, Zea. Le mucche di Roberta Colombero hanno un nome e lei le conosce una per una. Roberta, una delle poche margare rimaste in Italia. Quando ha rilasciato l’intervista ad AlleyOop, Roberta Colombero non aveva ancora letto “La vita segreta delle mucche” di Rosamund Young (Garzanti, 2017), ma si riprometteva di farlo al più presto, visto che l’hobby della lettura è tra le poche attività che ben si concilia con la sua vita di allevatrice dai ritmi serrati. L’affresco sulla vita dei bovini e...

04 Gennaio 2018

Buon proposito per il 2018? Più coccole!

scritto da

Stringere tra le braccia un neonato, accarezzare il viso di un bambino, tenergli la manina, sfiorare con tenerezza i capelli, sono gesti quasi istintivi, che nascono spontanei. Nessuno ci insegna a farlo, eppure tutti ne siamo capaci. Questo perché, sin da piccoli, abbiamo ricevuto abbastanza coccole, atti di amore e tenerezza che hanno sviluppato il nostro bagaglio emotivo e hanno arricchito la nostra memoria affettiva. D’altronde, appena nato, ma anche nel grembo materno, il bambino comincia già a conoscere il mondo attraverso il tatto, prima ancora che con gli altri sensi: il contatto fisico diventa indispensabile per...

03 Gennaio 2018

E tu, lo sai mettere via quel cellulare?

scritto da

      Arrivate a casa alle otto, i bambini reclamano attenzione, c'è la cena da mettere sul fuoco. Il led sul telefonino annuncia una mail: è di lavoro. Che fate, rispondete? Dipende se è urgente, certo. Ma quante sono, queste urgenze veramente urgenti? Se avete risposto "no" con determinazione al quiz, siete tra quella minoranza di eletti che, nonostante le nuove tecnologie e il lavoro ubiquo, sanno tenere perfettamente separato il tempo degli affari da quello degli affetti. Siete fortunati: secondo l'Università di Newcastle, solo un lavoratore su quattro ha il dono dell'equilibrio. Almeno il 60%, invece, annaspa in...

03 Gennaio 2018

Una spilla da balia per gli uomini del 2018

scritto da

    Qualche settimana fa Mark Rice-Oxley ha pubblicato su The Guardian un'inchiesta impietosa sullo stato attuale della mascolinità e l'ha intitolata The masculine mystique, parafrasando il celebre saggio di Betty Friedan, The Feminine Mystique. Nel 1963 quel testo ha contribuito alla seconda ondata storica del femminismo, raccontando la frustrazione delle donne schiacciate nei canoni della casalinga, della madre e dell'angelo del focolare. Eserciti di donne infelici allora affollavano i sobborghi residenziali degli Stati Uniti d'America, senza saper riconoscere che alcune di loro avrebbero voluto lavorare, essere prese sul...

03 Gennaio 2018

#Tempoperme, quanto te ne concedi?

scritto da

    "Scusa, non ti ho risposto perché mi ero chiusa in bagno per avere 5 minuti per me". Mi ha risposto così un'amica l'altro giorno. Due figli, un lavoro a tempo pieno, una madre da accudire anche se non a tempo pieno. E per respirare, anche solo un pochino, l'unico buco spazio-temporale che la famiglia concede (ma solo se i figli hanno superato i 4 anni, di solito) è il bagno. E le mamme lo usano come rimedio di emergenza. Come fosse quel tasto rosso che lampeggia per l'espulsione da una navicella spaziale. Cinque minuti per sé, per leggere una pagina di giornale o di libro, per fare il punto della situazione della...

29 Dicembre 2017

“Wonder”, quante sfumature può avere la diversità?

scritto da

"Anche a me capita spesso che le persone mi fissino. E sai io allora cosa faccio? Le fisso anche io e così di solito la smettono!". Questo il commento di mia figlia minore, mentre io e sua sorella le stiamo raccontando il film che abbiamo appena visto al cinema: "Wonder". Un film che affronta il tema della diversità. Lei spesso è quella diversa in mezzo agli altri coetanei: l'unica dalla pelle scura, l'unica con i capelli afro, l'unica adottata. Sa cosa sono gli sguardi curiosi della gente, anche per la strada. Appena uscito nelle sale e magistralmente interpretato da Julia Roberts, Owen Wilson e dal giovane e bravissimo...

05 Dicembre 2017

Foto, fotocamere e rullini. E i ricordi delle macchine di ricordi

scritto da

      La macchina fotografica di mio papà era plastica dura e vetro, sibili, scatti e odore di pelle. Era una  Rolleiflex, una macchina biottica tedesca. Il rullino si caricava con una manovella, la parte superiore serviva alla messa a fuoco e quella inferiore per esporre la lastra. La ricordo pesantissima, mio padre la portava al collo, all'altezza del pancia e scattava guardando in basso. Da bambino non la potevo toccare perché poi poteva cadere. Ricordo che ci mettevamo in posa, a lungo perché c'era da regolare il diaframma, e il fuoco e non era sempre così semplice. E poi un clak forte e si poteva tornare a...

28 Novembre 2017

Storie di donne che ce l'hanno fatta: la rinascita di Antonella

scritto da

      Antonella ha 23 anni, la voce calma, i movimenti lenti e un sorriso molto dolce. Si è laureata da meno di un anno, lavora da alcuni mesi e vive già da sola. “Ma non l’ho scelto io. Avrei aspettato ad avere un po’ più di certezze lavorative… ma mi hanno cacciata di casa”, precisa. La famiglia di Antonella è una famiglia come tante, apparentemente. “L’importante per loro è come siamo fuori, come ci vedono, quello che dicono di noi. Poi come siamo dentro casa, le urla, le botte, quello non conta. Hanno sempre fatto finta di niente”. ‘Loro’ sono i genitori di Antonella e suo fratello, di qualche...