06 Aprile 2017

Diversity programs nelle aziende: cosa c'è che non funziona?

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Il progresso verso la gender parity nelle organizzazioni europee c’è ed è misurabile, ma procede con esasperante lentezza, nonostante il numero cospicuo della aziende impegnate - almeno sulla carta - su questo fronte. Il dato più significativo al riguardo è quel misero 17% in media (+6 punti dal 2013) di donne tra i membri di comitati esecutivi in Europa occidentale nel 2016, che in Italia scende a uno scandaloso 9 per cento. E non è il caso di trastullarsi troppo con il miglior risultato di presenza - 32% (+10 punti dal 2013) – nei board delle aziende quotate sui principali listini dei relativi Paesi. Perché la realtà – e...

21 Marzo 2017

Davvero "l'uomo bianco" rischia il posto nei cda in nome della diversity?

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Alla fine John Allan, numero uno di Tesco, la più importante catena di negozi britannica, ha dovuto fare marcia indietro. La settimana scorsa a margine di una conferenza, tra il serio e il faceto, il manager aveva lanciato una provocazione che ha ricevuto la risposta immediata delle donne. Allan si era spinto a dire che di fatto la questione delle “quote rosa” abbinata al tema della diversità in genere rischia di mettere in pericolo la “sopravvivenza” degli uomini bianchi nei consigli di amministrazione delle società. Al punto che per tenere la poltrona dovrebbero addirittura “lavorare il doppio”. Dichiarazione bizzarra,...

08 Marzo 2017

#8marzo - L’Italia fra il primato dell’Islanda e la maglia nera dell’Egitto

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La legge Golfo-Mosca sulle quote rosa ha regalato all’Italia un primato: insieme a Francia, Svezia e Finlandia, siamo il Paese europeo con la percentuale più alta di donne (il 30%) sedute nei Cda. Peccato che ci fermiamo qui. Al di fuori dei consigli d’amministrazione, ricorda Eurostat, in Italia le manager sono solo il 22% del totale. Siamo lontani dal primato della Lettonia, l’unico Paese della Ue dove la quota delle donne - con il 53% - supera quella degli uomini fra il management. Le dirigenti meglio pagate d’Europa, invece, sono quelle rumene: la differenza di stipendio rispetto ai colleghi maschi, per loro, è solo del...

08 Marzo 2017

#8marzo - Manca una strategia per il Paese, non per le donne

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«E infine volevo dire ai miei compagni maschi che se ci impegniamo, possiamo anche noi avere voti alti e battere le femmine». Terminava così il compito in classe di un bambino di quinta elementare, che doveva commentare gli articoli apparsi sui giornali per l’8 marzo. Di tutti i dati sciorinati per l’occasione, quello che lo aveva più colpito è che le ragazze ottengono risultati migliori a scuola rispetto ai ragazzi. In una frase il bambino ha dimostrato sicurezza nelle proprie capacità e in quelle dei compagni, voglia di reagire e senso di appartenenza al suo genere. Tre caratteristiche che fanno la differenza se messe in campo...

21 Febbraio 2017

Board: gli ordini professionali pronti a promuovere la banca dati di donne

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Ingegnere, avvocate, commercialiste, consulenti del lavoro. Sono le professioniste che avranno modo di mettere in evidenza i loro curriculum iscrivendosi alla banca dati promossa dal Dipartimento Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio in collaborazione con l’Università di Udine. La novità? Che a promuovere la banca dati saranno gli stessi ordini professionali. Sono stati, infatti, appena siglati cinque protocolli di intesa tra il Dipartimento per le Pari opportunità e gli Ordini Professionali (Ingegneri, Avvocati, Dottori commercialisti ed esperti contabili, Consulenti del Lavoro e Confprofessioni) per promuovere la...

16 Febbraio 2017

Lella Golfo: le donne ai vertici mandino giù l'ascensore di cristallo per promuovere altre donne

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Il 2016 è stato un anno di bilanci per le donne. Inevitabile visto che abbiamo celebrato i 70 da quando, il 25 giugno del 1946, a Montecitorio si sente per la prima volta il rumore dei tacchi delle 21 deputate della Costituente. Sono stati anni di grandi cambiamenti culturali, sociali, politici, economici, che la Costituzione, le leggi, l’economia e la società hanno pian piano recepito, quasi mai con facilità. L’ultima grande conquista in ordine di tempo è certamente la legge 120 (che mi onoro di aver pensato, elaborato e portato all’approvazione del Parlamento) che ha introdotto per la prima volta le quote di genere in...

14 Febbraio 2017

Magda Bianco: abbiamo bisogno di flessibilità e percorsi di carriera per valorizzare le donne nel lavoro

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Negli ultimi anni l’attenzione per la parità di genere è stata crescente e diverse misure sono state adottate per favorirla anche in Italia. Eppure, dopo un miglioramento che si è riflesso anche in una ascesa nella graduatoria internazionale (il Global Gender Gap) dal 77° posto nel 2006 al 41° nel 2015, nel 2016 siamo nuovamente scivolati indietro, al 50°. E i miglioramenti nel ranking sono da attribuire quasi unicamente alla partecipazione politica (dove ci piazziamo al 25° posto), mentre la dimensione economica mostra un arretramento (siamo al 117° posto su 144 paesi). In effetti, il tasso di occupazione femminile resta al...

13 Febbraio 2017

Alessia Mosca: in arrivo un pacchetto di misure dell'Ue per l'equilibrio vita-lavoro

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Era il 2009 quando siamo partite con la predisposizione della proposta di legge sulle quote di genere nei consigli di amministrazione. Le donne, allora, erano circa il 6 per cento dei membri dei cda italiani; il tasso di occupazione femminile era del 46,4 per cento, il divario retributivo tra uomini e donne era del 5,5 per cento, solo per citare alcuni dei dati rilevanti in merito alla situazione femminile. Oggi, le donne nei board sono quasi il 30 per cento, l’occupazione femminile rimane alla preoccupante percentuale del 48,2 per cento e il gender pay gap è persino aumentato, arrivando oltre il 6 per cento. Peraltro, ai...

02 Febbraio 2017

È finito il tempo delle carriere solo per anzianità!

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Non è una questione di “rottamazione” dei senior, piuttosto un tema di meritocrazia. Continuare a ripetere il modello di carriera basato prettamente sugli anni dedicati a una professione, senza la valutazione della qualità del lavoro svolto, è una distorsione che drena energie soprattutto ai più giovani. La verità è che la meritocrazia conviene a tutte le organizzazioni, perché favorisce una migliore allocazione delle risorse e spinge a creare un ambiente lavorativo virtuoso, con un impatto diretto sul business. Tanto che sta diventando una priorità anche nella scelta dei membri dei board di aziende quotate e non, per...

01 Febbraio 2017

Jobs Act e non solo. Quando la risposta giusta è: ”Non lo so”

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In aula. «Prof, ha funzionato il Jobs Act?» «Non lo so» «Allora, prof, se non lo sa neanche lei, non ce lo chiede nella verifica, vero?» «No, non ve lo chiedo. Vi chiedo perché Heckman ha ricevuto il Nobel. » «C’entra, prof?» «C’entra». Quando la risposta giusta è: ”Non lo so” Non si valuta un provvedimento di politica economica confrontando un “prima” con un “dopo”. Per stabilire la causa del miglioramento o del peggioramento della situazione, il confronto dev’essere tra un “fattuale” e un “controfattuale”, cioè tra due gruppi di individui simili in tutto e per tutto tranne che per il fatto...