Francesca Devescovi

HR per professione, aspirante giornalista per passione. I miei figli mi hanno insegnato ad inseguire i sogni e oggi sono in Valore D dove progetto e poi racconto piani di inclusione e sviluppo organizzativo per molte aziende, forte di più di 10 anni di esperienze in multinazionali. Su Twitter: @FraDevescovi
12 Dicembre 2017

Come dare un futuro ai giovani senza occupazione? La risposta degli altri Paesi

    In Italia ci sono oltre 2,2 milioni di NEET, cioè giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Not in education, employment or training) pari al 24,3% della relativa popolazione, un’incidenza molto alta soprattutto se paragonata ai livelli europei (14,2%) e nettamente superiore a Germania (8,8%), Francia (14,4%) e Regno Unito (12,3%). Il 1 dicembre 2017 a Milano si è tenuto il convegno internazionale “Neeting” organizzato da Fondazione Cariplo, Istituto Toniolo e Università Cattolica, dove si sono confrontati esperti italiani e stranieri che hanno messo in evidenza la fragilità dei Paesi che non...

28 Novembre 2017

Giovani, i nuovi poveri in Italia

      I giovani sono i più colpiti dalla povertà. A dirlo è il recente Rapporto sulla povertà della Caritas Italiana che restituisce una fotografia preoccupante del nostro Paese: la povertà infatti è un fenomeno più pervasivo e diffuso rispetto agli scorsi anni. Inoltre, come si diceva, il dato allarmante è che le persone più penalizzate non sono solo gli anziani, i pensionati, come nel passato, ma i giovani. E mentre in Europa la povertà giovanile è in declino, in Italia è in aumento (dal 2010 al 2015 si riscontra un incremento del 12,9%). Nel 2015 (ultimo anno disponibile per questo tipo di dato fornito...

01 Novembre 2017

Come vivono il lavoro i giovani?

    I giovani della Generazione Z, i ragazzi e le ragazze nati tra il 1995 e gli anni 2000, stanno disegnando un nuovo concetto di “vivere il lavoro”. Questi ragazzi, la cui maggioranza sta ancora studiando, sono profondamente diversi dai fratelli maggiori, i Millennials, perché sono più giovani e sono i veri “nativi digitali”. Ed è come se questa nuova era li avesse già plasmati, definendone aspirazioni e priorità. Il confine tra vita e lavoro non è delineato in modo così netto perché gli strumenti tecnologici sono talmente invasivi che accorciano ogni distanza. Per questo le loro aspettative sono di lavorare...

17 Ottobre 2017

Trovo lavoro nella nuova "gig economy"

    Ora che abbiamo detto addio ai tradizionali colloqui di lavoro, possiamo dire addio anche alle modalità tradizionali per cercare lavoro. Nell’era della “gig economy” (l'economia dei lavori su richiesta, svolti in autonomia e a breve termine) si diffonde sempre più il modello economico dove non esistono più le prestazioni lavorative continuative, come il contratto a tempo indeterminato, ma si lavora solo quando c’è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze. In questo modello i lavoratori possono essere freelance, professionisti o studenti, che per sbarcare il lunario si prestano ad attività...

03 Ottobre 2017

Addio ai colloqui tradizionali: nuove modalità di selezione

  Il mercato del lavoro sta evolvendo e con esso anche il tradizionale colloquio. Le aziende hanno trasformato il processo di recruiting rendendolo più digitale e soprattutto più vicino ai giovani. Le ragazze e i ragazzi della Generazione Z che si presentano ai colloqui di lavoro sono messi alla prova con modalità innovative di recruiting e iniziative speciali come Talent Game o Hackathon. Il colloquio lascia quindi il posto ad una conversazione motivante con l’azienda e ad un’esperienza in linea con le aspettative dei giovani: ambiente di lavoro innovativo, modalità di apprendimento digitali e conoscenza del business...

19 Settembre 2017

Retribuzioni senza equità: l'Italia dei giovani oltre le statistiche

  La retribuzione dovrebbe essere un mix efficace di una serie di elementi interconnessi tra loro. Il primo in ordine di importanza è l’equità, intesa sia da un punto di vista interno all’azienda (nel senso che salari e aumenti devono essere stabiliti in base a merito e competenze), sia da un punto di vista esterno rispetto al mercato del lavoro (e quindi al salario medio di quel ruolo). Questo in teoria. Nei fatti però le cose stanno diversamente, soprattutto per i giovani italiani, le cui retribuzioni si collocano nettamente al di sotto della media europea. Secondo una ricerca della società di consulenza Towers...

05 Settembre 2017

Ragazzi, quale università scegliere? Passione o lavoro?

  La scelta dell’Università dovrebbe rappresentare il punto di equilibrio fra le proprie passioni, sperimentate durante la scuola superiore, e le esigenze del mercato del lavoro. Se questo equilibrio non funziona, il rischio di un futuro incerto è molto alto. Se i ragazzi della Generazione Z non si interrogheranno sulle loro passioni e attitudini allo studio e sceglieranno una facoltà solo perché in linea con il mercato del lavoro, rischieranno di essere insoddisfatti e forse di non arrivare neanche al lavoro per cui hanno studiato. Viceversa se i ragazzi sceglieranno l’Università in base alle passioni senza valutare i...

08 Agosto 2017

Il nuovo social che fa impazzire i giovani, in tour anche in Italia

    Imprenditori di se stessi, esterofili e nativi digitali: queste sono le parole che meglio connotano i teenager e che ricercano anche nei social. I giovanissimi della Generazione Z sono nati e cresciuti nell’era della Tecnologia Digitale mentre i Millennial hanno visto il passaggio delle due ere, quella analogica e quella digitale. Oggi ci sembra preistoria, ma quando è nato un Millennial l’unico telefono disponibile era il fisso, le foto si stampavano e la musica si ascoltava sul caro vecchio walkman. L’uso dei social media è profondamente diverso tra le due generazioni e si potrebbe sintetizzare con due verbi:...

25 Luglio 2017

Quando il tuo capo è più giovane di te

  Nell’immaginario collettivo il capo è più anziano del collaboratore, ha i capelli grigi e una valigia piena di esperienza. Le realtà aziendali invece stanno cambiando. L’età media dei capi si è abbassata a tutti i livelli. E’ una nuova tendenza delle aziende ad avere manager più giovani rispetto al passato per una serie di ragioni, sia demografiche che organizzative. Nonostante l’età media dei collaboratori sia aumentata a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile, una ricerca condotta sulle 2.500 più grandi società quotate dimostra che gli...

11 Luglio 2017

Alternanza scuola-lavoro: le buone pratiche esistono

Oltre 2,2 milioni di NEET, cioè i giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano in Italia pari al 24,3% della relativa popolazione, un’incidenza molto alta soprattutto se paragonata ai livelli europei. Le ragioni profonde per cui i giovani non trovano lavoro è da ricercarsi, fra le altre cose, nella mancanza di dialogo tra il sistema educativo e quello economico che porta ad un disallineamento tra le competenze che imparano i ragazzi a scuola e quelle ricercate dalle imprese. Basti pensare al comparto ICT dove ci sono tantissimi posti di lavoro senza candidati in linea. I risultati della ricerca "Studio ergo Lavoro"...