Mondiali 2018: il grande spender del mondo del calcio è l’Asia e la Cina più del Giappone

scritto da il 07 Luglio 2018

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Sei europee e due sudamericane. Sono le otto squadre qualificate per i quarti di finale dei Mondiali di Russia 2018. Un esito, almeno sul campo, che appare in contotendenza rispetto alla scelta della Fifa di portare il Campionato del Mondo, a partire dall’edizione del 2026, a 48 squadre e non più le 32 attuali. La decisione, che ha agevolato l’ingresso di un maggiore numero di squadre dall’Asia e dall’Africa, si spiega soprattutto con il maggior flusso di sponsor che arrivano alla manifestazione da questi due continenti. Secondo la Fifa, infatti, un Mondiale a 48 squadre varrebbe 630 milioni di dollari (circa 605 milioni di euro) in più di Russia 2018, per esempio.

Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento radicale nell’origine dei paesi sponsor della Coppa del Mondo: oggi un terzo arriva dalla Cina, paese che si è affacciato al business del calcio solo dal 2014. Il trend, più Asia meno Nord America ed Europa, rispecchia i cambiamenti economici globali, come sostiene Kalin Anev Janse, segretario generale e anche membro del consiglio di amministrazione dello European Stability Mechanism, in un articolo comparso sul sito del World Economic Forum.

La Coppa del Mondo è di gran lunga l’evento sportivo globale per eccellenza. La scorsa edizione è stata vista da oltre 3,2 miliardi di persone. Un appuntamento di tale portata non può che diventare interessante anche dal punto di vista economico-finanziario.

Dal 1982, i Mondiali sono stati vinti sei volte da un Paese europeo (due dalla Germania, due dall’Italia, una rispettivamente da Spagna e Francia), e tre volte da un paese latinoamericano (due dal Brasile e una dall’Argentina). In termini di sponsor, però, la distribuzione geografica è molto diversa.

Nel 1986, quattro compagnie europee hanno sostenuto l’evento, oltre a quattro dal Nord America e quattro dall’Asia. Negli anni ’90, c’è stato un rapido aumento delle sponsorizzazioni nordamericane che, però, si è bloccato alla fine di quel decennio. Nell’edizione di Russia 2018 solo una società europea è sponsor dei Mondiali.

Chi è il grande, nuovo spender? L’Asia. Quest’anno, sette dei dodici migliori partner sono asiatici, quasi il 60%. Non solo. La Cina sta sostituendo il Giappone come principale sponsor asiatico. Mentre fino al 2006 i giapponesi rappresentavano i principali marchi asiatici ai Mondiali oggi sono completamente assenti a Russia 2018.

L’Asia – dice Janse – sta rapidamente sorpassando l’Europa e il Nord America in potenza economica, una tendenza che continuerà nei prossimi decenni, e una prestigiosa sponsorizzazione della Coppa del Mondo è il segno di questa crescente potenza. Solo quest’anno, 200 milioni di persone in più guarderanno la Coppa del mondo rispetto alla scorsa edizione.

Eppure la Cina si è qualificata alla fase finale della Coppa del Mondo una sola volta, nel 2002. Anche questo potrebbe cambiare presto, gli asiatici amano lo sport. La maggior parte degli spettatori della Coppa del Mondo 2014 proveniva dall’Asia e il numero di fan del calcio è costantemente in crescita. Più di 1,5 miliardi di persone in Asia hanno guardato almeno un minuto della Coppa del Mondo nel 2014 e più di 750 milioni hanno visto più di 20 minuti. La Cina ha il maggior numero di spettatori: un quarto di miliardo.

Il presidente cinese Xi Jinping, un grande tifoso di calcio, ha tre sogni che riguardano il suo paese e la Coppa del mondo: partecipare, ospitare e vincere. La Cina sta investendo molto nelle scuole calcio e negli scambi con le controparti europee che possono aiutarla a eccellere anche nel gioco. Le basi finanziarie ed economiche sono già lì; le infrastrutture per ottenere risultati migliori sul campo vengono costruite velocemente. E con una popolazione di 1,3 miliardi di persone, c’è modo di far crescere la base. Insomma, la Cina non è mai stata così vicina.

IL CAMPIONATO DEL MONDO A 48 SQUADRE

La nuova formula messa a punto dalla Fifa per i Mondiali di calcio dal 2026 prevede, nella fase finale, 16 gironi da tre squadre ciascuno. Le prime due classificate passeranno direttamente al tabellone finale a 32 squadre. Questa la provenienza delle 48 squadre:

16 Europa

9 Africa

8 Asia

6 Nord-centro America

6 Sudamerica

1 Oceania

2 dai play off