PyeongChang2018: Malsiner e Brandt, quando l’Olimpiade è un sogno da condividere fra sorelle

scritto da il 13 Febbraio 2018

malsiner

Manuela e Lara Malsiner sono le sorelle d’Italia ai Giochi olimpici di PyeongChang. La loro disciplina è il salto con gli sci, olimpica solo dall’edizione di Sochi 2014.

Lara compirà 18 anni ad aprile ed è la più giovane atleta della delegazione azzurra. Manuela, la sorella maggiore, è più grande di due anni. A casa, a San Giacomo vicino Ortisei in Val Gardena, è rimasta la più piccola delle tre, Jessica, 15 anni e saltatrice anche lei.

Nella gara dal trampolino piccolo Lara è giunta quindicesima, la migliore delle azzurre, Manuela diciottesima. La medaglia d’oro è andata alla norvegese Maren Lundby, l’argento alla tedesca Katharina Althaus, il bronzo alla giapponese Sara Takanashi che si allena con le sorelle gardenesi. Mamma Martina e papà Livio ormai non si spaventano più, hanno visto crescere le loro ragazze saltando dal trampolino, anche se da piccole avevano scelto il nuoto. È stato proprio il loro maestro in piscina, Romed Moroder, a portare la maggiore sul trampolino e poi le sorelle l’hanno seguita. Manuela, ha già disputato tre Campionati del Mondo e, in questa stagione, è la migliore azzurra in Coppa del mondo.

sorelle-brandt

Dall’altra parte dell’Oceano, invece, le sorelle sono Marissa e Hannah Brandt e la loro disciplina è l’hockey su ghiaccio, anche se entrambe hanno iniziato dal pattinaggio artistico. Le sorelle Brandt, a differenza delle italiane, sono però giunte a PyeongChang difendendo i colori di due team differenti. Hannah quelli della squadra degli Stati Uniti, Marissa quelli della Corea unita. Marissa, infatti, è stata adottata a soli quattro mesi dai signori Brandt che pensavano di non poter avere figli. Concluse le pratiche dell’adozione, invece, la signora Brandt si è accorta di essere incinta e, dopo pochi mesi dall’arriva di Marissa negli Stati Uniti, è nata Hannah. Oggi 24enni, le sorelle Brandt hanno partecipato entrambe ai campionati nazionali statunitensi di hockey su ghiaccio. Poi, mentre Hannah è entrata nel giro della nazionale a stelle e strisce, Marissa ha proseguito quasi per hobby, fino a quando non è stata convocata dalla federazione della Corea del Sud. Dopo due candidature andate a vuoto, il paese era infatti riuscito ad aggiudicarsi i Giochi del 2018 e, per l’occasione, voleva a tutti i costi allestire una squadra che avrebbe potuto prendere parte al torneo olimpico, in quanto nazione ospitante. Per questo i dirigenti hanno contattato tutti i college statunitensi alla ricerca di atlete di origini sudcoreane. Per Marissa la convocazione è stata una vera e propria sorpresa oltre a rappresentare l’occasione di mettere piede, per la prima volta nella sua vita, nella sua terra d’origine. Adesso lei ha preso la cittadinanza sudcoreana ed è entrata a far parte di quella che è stata ribattezzata la “nazionale della pace”, perché vede giocare insieme le atlete della Corea del Nord e quelle della Corea del Sud. Marissa, ex statunitense, inclusa.