MOVE! alla Fiera di Vicenza, tra fitness e sfide di genere

scritto da il 30 Ottobre 2017

 

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Donne contro uomini. Sono l’argomento del momento, le sfide di genere, soprattutto in ambito sportivo grazie anche alla recente uscita del film “La battaglia dei sessi” dei coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris. Il film racconta l’incontro di tennis disputato il 20 settembre 1973 tra l’allora ventinovenne Billie Jean King (interpretata da Emma Stone) e l’ex campione Bobby Riggs (Steve Carell). La sfida, vista da oltre 90 milioni di spettatori, fu vinta dalla King, da sempre impegnata nella lotta per la parità dei montepremi. Una partita che, iniziata come una provocazione, ha poi avuto un impatto fondamentale nel dibattito sulla disparità salariale nel mondo del tennis che oggi, almeno nei tornei del Grande Slam, vede una parità di prize money tra uomini e donne.

Dal tennis alla scherma, dagli Stati Uniti all’Italia, una sfida di genere, meno nota, è emersa in occasione dell’inaugurazione di MOVE!, la nuova manifestazione di fitness e sport organizzata da Italian Exhibition Group alla Fiera di Vicenza. Tra gli ex atleti intervenuti al taglio del nastro, insieme a Matteo Marzotto, Vice Presidente Esecutivo IEG e Corrado Facco, Direttore Generale IEG, c’era anche Paolo Milanoli, ex spadista azzurro, medaglia d’oro nella gara a squadra alle Olimpiadi di Sydney 2000 e oro individuale ai Mondiali di Nimes 2001.

 

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Nel corso del convegno successivo al taglio del nastro, “Scherma. Uno sport per tutti”, Milanoli, sollecitato dal medico della Federazione Italiana Scherma Antonio Fiore, ha raccontato di aver sfidato in pedana, per gioco o quasi, le colleghe del fioretto Diana Bianchedi e Valentina Vezzali. La doppia “battaglia dei sessi” della scherma italiana si è tenuta a Brisbane, in occasione degli allenamenti in vista dei Giochi di Sydney 2000. “Queste sfide di genere ogni tanto capitano nel corso degli allenamenti, più rare sono invece quelle tra atleti di armi differenti. In Australia, ricordo di aver tirato prima con Diana Bianchedi. È stato un assalto più ‘umano’, forse anche per questo più piacevole, ma non è stato per nulla semplice come pensavo. Poi ho ‘tirato’ con Valentina Vezzali, volevo provare a misurarmi con un’atleta ‘intoccabile’. È stato incredibile: era come se ti leggesse nel pensiero, sapeva prima cosa avresti fatto ed era sempre pronta a bruciarti sul tempo”, ha raccontato Milanoli. Il risultato? “Con la Bianchedi ho vinto, anche se con uno scarto minimo, mentre la Vezzali mi ha battuto”.

 

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valerio-aspromonte_paolo-milanoli_sara-cardinUn altro atleta della nazionale di scherma, Valerio Aspromonte, ha invece raccontato come le fiorettiste azzurre riuscissero a fare squadra pur non essendo tutte propriamente amiche tra loro. “Era incredibile vederle insieme. Mentre erano impegnata nella gara individuale praticamente non si parlavano nemmeno. Appena scendevano in pedana per la gara a squadra, invece, diventavano un team affiatato e concentrato sull’obiettivo da raggiungere. Finita la competizione capitava poi di vederle parlare di tutto, dallo shopping ai fidanzati”, ha confidato il fiorettista romano.

”Il destino sportivo della donna italiana, soprattutto in giovane età, è troppo spesso quello di svolgere un’attività con la musica, la danza in primis. Molte bambine, invece, fin da piccole potrebbero essere più idonee a praticare discipline differenti, come la scherma per esempio. I nostri giovani tiratori sono abituati a tiare in pedana tutti insieme, maschi e femmine”, ha concluso Fiore, medico federale dal 1989.