Ricordi di scuola positivi per otto italiani su dieci

scritto da il 14 Settembre 2017

 

ricordiscuolaelementare

 

Capita almeno una volta all’anno, di solito poco prima di qualche scadenze di lavoro importante. Chiudo gli occhi e mi ritrovo lì: prima fila a destra della cattedra, banco attaccato al muro. Davanti a me ho un foglio bianco e il vuoto nel cervello. So di non avere più 18 anni (ahimè) eppure, per qualche guaio burocratico (tipo smarrimento del diploma di liceo), sono di nuovo un’alunna della III A e devo tradurre quella maledetta versione di greco prima che suoni la campanella. Nessuno può darmi una mano, e io di greco ricordo solo che “kaì” è una congiunzione e che l’aoristo è un tempo verbale del passato. A quel punto di solito suona la sveglia e io torno alle mie preoccupazioni di oggi che, a dirla tutta, sono spesso ben peggiori di un 4 sul libretto. Sì perché in realtà tra i banchi di scuola non si stava affatto male. E a quanto pare sono in molti a pensarla come me. Secondo un’indagine Doxa, la maggior parte degli italiani ha, infatti, ricordi per lo più positivi della sua esperienza scolastica.

La ricerca ha confrontato i risultati di oggi con quelli di uno studio inedito realizzato sullo stesso tema nel 1992: esattamente un quarto di secolo fa. Obiettivo: mettere a confronto i ricordi di oggi con quelli di ieri e indagare un campo di studio poco battuto ma di importanza straordinaria per ciascuno di noi: la scuola, appunto. Secondo la ricerca sono relativamente pochi gli adulti che conservano un ricordo negativo dell’esperienza fatta tra i banchi di scuola. Si va, infatti, dal 3,5% di risposte negative per i ricordi legati alle scuole elementari, al 4,5% per le scuole medie e superiori. Non solo: la percezione negativa sembra essere diminuita rispetto a 25 anni fa. Nel 1992 l’incidenza dei cattivi ricordi era, infatti, quasi il doppio, soprattutto per elementari e medie dove si attestava sul 6%. I buoni ricordi sembrano, inoltre, essere maggiori fra le persone tra i 15 e i 34 anni (94%), che tra gli over 55 (83%).

Ricordi a parte, dalle risposte raccolte da Doxa emerge anche il grande valore che molte persone hanno attribuito (e continuano ad attribuire) alla scuola nella formazione della propria personalità e del bagaglio di conoscenze necessarie per affrontare la vita adulta. Fondamentali da questo punto di vista risultano essere le scuole superiori, giudicate dall’88% del campione di intervistati come “molto rilevanti”. Seguono le elementari con l’85% di risposte positive e le medie con l’81%. Se si dividono le risposte in base alle diverse fasce di età, si scopre che oltre la metà dei 35-54enni reputa che le elementari siano state le scuole più formative. Per gli intervistati tra i 15 e i 34 anni e per quelli over 55 la scelta ricade invece sulle superiori, ritenute una “scuola di vita”.

Dall’indagine Doxa emerge infine che ad accomunare gli studenti di oggi e quelli di ieri sono anche le materie preferite. Sia gli intervistati del 2017, che quelli del 1992 mettono al primo posto l’italiano e le materie letterarie, a discapito di matematica e materie scientifiche. Evidentemente devono essere in molti quelli che ancora oggi, al posto della mia versione di greco, sognano uno studio di funzione.

This slideshow requires JavaScript.