“Taglia e Cuci”: I pettegolezzi sono roba seria

scritto da il 10 Settembre 2017

 

taglia-e-cuci-marjane-satrapiUna “lunga seduta di tonificazione del cuore”. É come Marjane Satrapi descrive un pomeriggio tra donne passato a spettegolare e che diventa il soggetto del libro “Taglia e Cuci”. Il volume, uscito originariamente con il titolo “Broderies”” (ovvero “ricami”) in Francia nel 2003, è stato portato in Italia nel 2009 da Rizzoli Lizard.

“Taglia e Cuci” è una graphic novel autobiografica di Marjane Satrapi, disegnatrice iraniana conosciuta al grande pubblico per la sua prima opera Persepolis (quest’ultima divenuta anche film d’animazione nel 2007). Nata nel 1969 a Rasht, passa l’infanzia a Teheran prima di lasciare il paese per stabilirsi prima a Vienna e poi a Parigi. A 14 anni infatti i genitori la mandano in Europa per allontanarla dalle repressioni del regime. In un’intervista al Telegraph l’autrice racconta che è stato il film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica ad ispirarla e farle capire che poteva usare aneddoti personali per rappresentare un quadro sociale più ampio. E così fa anche nel suo “Taglia e cuci”.

Nel libro Satrapi ci introduce in un salotto iraniano degli anni 70. Nella stanza sono raccolte la nonna, la mamma, le zie e le vicine di casa. Il pranzo è finito, gli uomini schiacciano un pisolino e una giovane Marjane è chiamata a preparare il samovar per dare inizio al rito del tè che diventa soprattutto l’occasione per indulgere nel pettegolezzo. Perché, dice la nonna: “sparlare degli altri è tonificante per il cuore”.

persepolisQuando il tè è pronto si può dare inizio alle chiacchiere. Tutta l’azione si svolge nel salotto della nonna di Marjane, che i lettori hanno già incontrato nelle pagine di Persepolis: una donna forte, sposata tre volte e con il vizio dell’oppio. Ed è proprio lei a fare gli onori di casa e aprire la “seduta di tonificazione del cuore” con l’aneddoto su un’amica terrorizzata dalla possibilità che il marito la prima notte di nozze scoprisse che non era vergine. Segue un piano per ingannarlo finito male e raccontato tra le risate generali. Il pomeriggio scorre tra tazze di tè e racconti, per esempio quello della zia costretta a 13 anni a sposare un uomo di 56 anni più vecchio di lei, oppure ancora con indicazioni su come usare la magia bianca per ricevere una proposta di matrimonio dal proprio compagno. Si parla senza tabù di sesso e uomini. Ciascuna donna racconta la sua storia, spesso scandalosa. I gossip sono sempre commentati con sarcasmo della nonna di Marjane e tutte si lasciano andare a dichiarazioni crude e disincantate sulla realtà.

Indipendenti, spiritose e disinvolte. Le protagoniste del libro sono molto lontane dai cliché che ci figuriamo in Occidente dell’Iran e delle sue donne. Tuttavia la società in cui esse vivono non viene dipinta in modo roseo: il maschilismo imperversa; gli uomini sono infedeli e bugiardi; l’amore vero è impensabile e un matrimonio felice pare essere una chimera. Le donne scendono a patti con queste situazioni tra bugie e sotterfugi. Il libro
affronta problematiche difficili, come un matrimonio forzato o l’adulterio, ma il talento dell’autrice sta nel riportarle con leggerezza anche grazie al suo stile fatto di figure morbide e disegni bidimensionali in bianco e nero. Senza censure l’ambiente sociale iraniano viene offerto al lettore che vuole fuggire dagli stereotipi.

Booktrailer: