Labirinti del cuore: la mostra che esplora le stagioni del sentimento nel Cinquecento, tra Venezia e Roma

scritto da il 11 Agosto 2017

 

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Giuditta, per Salvatore Settis è un’amante crudele dell’artista. La zingara della Tempesta, per alcuni critici, sarebbe Eva, la prima donna. Laura, il ritratto di donna che rappresenterebbe un’allegoria delle nozze. La Venere dormiente, il simbolo di una bellezza femminile colta in un’immobilità di spazio e tempo. Sono solo alcuni esempi delle opere più famose di Giorgione (Castelfranco Veneto 1477 – Venezia 1510) che testimoniano il suo interesse per l’esplorazione dei sentimenti.

D’altronde siamo in un particolare clima culturale che, a Venezia, vede un rinnovato interesse per la poetica di Petrarca oltre ad un incessante interrogarsi sulla natura dell’amore sul piano filosofico, letterario e nelle arti pittoriche.

giorgione_due-amiciLabirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, mostra curata da Enrico Maria Dal Pozzolo e visitabile nella doppia sede di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo a Roma fino al 17 settembre, esplora un’ulteriore espressione dei sentimenti da parte dell’artista veneto. L’esposizione ruota infatti intorno a un capolavoro di  Giorgione, i Due amici, che raffigura un uomo, in primo piano, elegantemente vestito e dall’aria trasognata come imprigionato in un sentimento che lo induce alla sofferenza e all’estasi, mentre un secondo personaggio, in secondo piano, compare in quanto amico partecipe degli affetti dell’altro, seppure in contrasto non essendo stato vittima dell’innamoramento.

“La mostra utilizza il dipinto come una chiave d’accesso a un tema ancora pienamente da indagare, quello della rappresentazione dei sentimenti e degli stati d’animo nell’Italia dei primi anni del sedicesimo secolo”, ha scritto Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale del Lazio.

bernardino-licino_ritratto-di-donna-che-scopre-il-senoL’esposizione prosegue a Castel Sant’Angelo, negli Appartamenti papali, con opere di alcuni grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio che “introducono ai differenti modi della rappresentazione dei sentimenti nell’Italia cinquecentesca. – spiega il curatore Enrico Maria Dal Pozzolo – Le opere si dispongono in maniera intrecciata, seguendo una progressione che dall’idea prima (il momento in cui la passione affiora nell’animo di chi è colpito dalla freccia di Cupido), attraverso le varie fasi dell’esperienza amorosa, si conclude nell’idea ultima, quella che resta quando si è entrati nella stagione della memoria dell’amato, assente o scomparso”.

La mostra è visitabile con un unico biglietto comprensivo dei due siti museali e delle due sezioni espositive.