Basta vita da social. Mamme, tiriamo fuori le imperfezioni

mamme-patinateTavole imbandite a mo’ di riviste di settore. Bambini vestiti abbinati e bambine dalle trecce perfette. Momenti magici in riva al mare durante le vacanze. Viaggi aerei all’insegna dell’avventura.

A scorrere le pagine Facebook o Instagram di conoscenti o di emerite sconosciute si ha l’impressione di vite perfette, risvegli con il sorriso, pasti armoniosi, gite fuori porta rilassanti e serate da sogno. E allora ci si chiede? Ma solo io faccio fatica?

Poi ti arriva un messaggio di un amico che non vedi da un po’: “Tutto alla grande, vedo. Mi fa piacere saperti così felice”. E allora ti viene il dubbio: ‘sta a vedere che sono caduta nella trappola dell’immagine di una maternità idilliaca. Ripercorri la tua pagina Facebook e Instagram e ti trovi a fare mea culpa. Perché le volte che ti vesti veloce e accompagni i figli a scuola conciata come una scappata di casa non sono documentate. Le volte che ti si brucia la cena perché stai tirando fuori i figli recalcitranti dalla doccia non ci sono. Le volte che rientrando a casa non fai in tempo a posare la borsa, che ti ritrovi a ripetere storia con uno mentre colori Peppa Pig con l’altra e salti la cena, restano nell’ombra. Come i momenti che rubi chiudendoti in bagno solo per un attimo di solitudine e la porta si spalanca di botto al grido “Mammaaaaaaa”. O come quando hai un appuntamento di lavoro e cerchi di nascondere la macchia sulla giacca, che ti hanno lasciato come ricordo per la tua giornata.

mamme-disperateSui social non c’è neanche il caos della cucina dopo che hanno provato a fare una torta. La devastazione della cameretta dopo un pomeriggio passato con gli amichetti. I graffi sul parquet della macchinina a pedali. Le manate sulla parete bianca della sala appena riverniciata. Le scarpe infangate lasciate fuori dalla porta dopo un pomeriggio al parco e la miriade di calzini finiti sotto al letto. I resti di giocattoli smontati raccolti in fondo a un armadio o i biscotti smangiucchiati abbandonati sulla libreria. Lo scotch che tiene insieme l’ennesimo telecomando e lo specchio crepato da una pallonata.

Ma sopra ogni altra cosa le nostre immagini sui social non raccontano le lacrime delle volte in cui pensiamo di non avere la forza per andare avanti; l’inadeguatezza di fronte a domande dei nostri figli a cui non sappiamo rispondere in modo da non ferirli; la disperazione davanti a una diagnosi inattesa che li riguardano; il nervosismo per l’ennesima disubbedienza o l’ennesimo capriccio; il senso di colpa per tutte le volte che non ci siamo e per tutte le cose che non riusciamo a fare; la paura che possa succedere qualcosa di brutto mentre non ci siamo; l’insonnia per far quadrare i conti e gli impegni; la stanchezza infinita a fine giornata.

Oggi riceveremo biglietti di auguri, mazzi di fiori, cioccolatini, gioielli e pensieri vari. Un regalo potremmo farlo noi a noi stesse e alle altre mamme: postare sui social una foto che ci rappresenti anche nei momenti che non abbiamo mai voluto ammettere. Per dirci e dire agli altri: sono anche questo, non sono una mamma perfetta, ma mi amo così come sono.

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  • Nicoletta Scannavini |

    … e non è che con il passare del tempo le cose migliorino, anzi… ma, nei momenti peggiori, le mie vecchie foto su FB, quelle da “copertina”, mi fanno bene. Penso: la vita può essere anche così 🙂

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