Quando il social housing sceglie di essere bello e sostenibile

scritto da il 29 Novembre 2016

001 csp_pio5©AndreaGuermani - CopiaIl bello funziona. O almeno, c’è da sperare che sia così. E’ la scommessa che Compagnia di Sanpaolo rilancia nei suoi progetti destinati al social housing. Residenze cool, in quartieri chiave di Torino come San Salvario o Porta Palazzo, destinate a svolgere una funzione spiccatamente sociale. “L’attenzione all’estetica è un elemento essenziale, non un vezzo!” chiarisce in partenza Elisa Saggiorato, responsabile del programma Housing della Compagnia di San Paolo.La pedagogia del bello ha fior fiori di sostenitori, su questo non ci piove. Qui si cerca di fare un passo avanti, di dare una forma concreta a quel pensiero, cocciutamente convinto che il bello sia buono o comunque ispiri cose buone.

056 csp_pio5©AndreaGuermaniAl bello poi si affianca il tema della sostenibilità. L’housing sociale di Compagnia si rivolge a un mix di possibili fruitori, dai city user di passaggio alle persone in fragilità abitativa, passando attraverso le famiglie o i singoli genitori “transito”, che cercano temporaneamente casa, fino agli studenti. La temporaneità della residenza, 18 mesi, e il mix di residenti rende i progetti sostenibili, da un punto di vista sociale ed economico, e  ben integrati nei quartieri. E così può capitare che nella casa di San Salvario viva una mamma-professionista spagnola con i suoi tre figli, separata da poco e in cerca di un posto dove stare per un po’ a Torino, accanto a studenti stranieri di passaggio o artisti arrivati in città per un periodo.

075 csp_pio5©AndreaGuermaniIl progetto si chiama “Luoghi comuni” e proprio i luoghi comuni vuole combattere. I luoghi comuni che finiscono per isolare nei “ghetti” le persone o le famiglie in difficoltà, i luoghi comuni che vogliono accomunare il disagio con il degrado. “Un contesto bello in cui vivere induce alla dignità, alla cura degli spazi e alla fiducia in sé. I posti brutti invece confermano lo status di difficoltà delle persone” ragiona Elisa Saggiorato.

La casa di San Salvario è nata in un posto molto caro al quartiere, sede per anni di una piccola scuola dell’infanzia gestista da suore. La Compagnia di San Paolo ha investito 11 milioni di euro, ha scelto attraverso un bando sia il progettista che il gestore e ha co-progettato gli spazi. Con le case studiate su misura per esigenze abitative diverse, da mono a quadrilocali, spazi comuni per i servizi e il tempo libero e una grande apertura alle iniziative con e per il quartiere.

094 csp_pio5©AndreaGuermani - CopiaSi tratta di una grande scommessa. Che punta sulla temporaneità della soluzione e sulla assunzione di responsabilità di chi transita dalle case della Compagnia. Con canoni modulati su esigenze e tipologie, tarati sui periodi di permanenza e agevolazioni per chi è in difficoltà. A San Salvario ci sono 24 appartamenti, con due abitazioni riservate ai nuclei familiari più fragili, seguiti dai servizi sociali, altri 27 a Porta Palazzo, con un totale di 150 residenti e un tasso di occupazione che supera il 90 per cento.

Il programma Housing di Compagnia festeggia i suoi “primi” dieci anni di vita. Le residenze sono visitabili il primo dicembre, a partire dalle 18,30

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