Moving Together: Vicenza punta sullo sport

scritto da il 22 Novembre 2016

Città Europea dello Sport 2017, Vicenza si propone come il volano di una regione che sa fare business anche attraverso l’attività fisica. L’Italia conta infatti circa 35 milioni di persone che praticano sport, un settore che genera un volume d’affari di 25 miliardi l’anno, pari all’1,6% del Pil. In Veneto sono 3,6 milioni le persone che esercitano abitualmente attività fisica, una pratica che si traduce in altri numeri rilevanti: 9.500 tesserati ogni 100.000 abitanti, oltre 5.600 società sportive che garantiscono un punto d’offerta ogni 118 abitanti e il secondo posto, tra le regioni italiane, per numero di palestre, con il 10% del totale nazionale.

La regione Veneto non guarda allo sport solo come attività fisica ma anche alla sua rilevanza economica, sociale, educativa e culturale. Non è un caso quindi che proprio a Vicenza si sia svolto il convegno Moving Together: lo Sport ed il Wellness come valore sociale, educativo, economico, culturale in Veneto e in Italia, promosso da Italian Exhibition Group Spa, la società fieristica nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza.

Dal punto di vista economico, è stato il professor Moreno Mancin, Direttore Scientifico del Master in Strategie per il Business dello Sport dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, a illustrare la dimensione economico-finanziaria dello Sport System in Veneto: “Le aziende presenti sul territorio regionale nel 2007, anno considerato ante crisi, erano 322, diventate 453 nel 2014. Negli stessi anni i dipendenti sono aumentati da 4.463 nel 2007 a 5.804 nel 2014. In termini di fatturato, nel 2007 si è attestato a 1,84 miliardi di euro per arrivare a 2,24 miliardi di euro nel 2014, con la domanda di prodotti che è cresciuta del 21,9%. Infine, la redditività passata dal 6,24% nel 2007 al 7,53% nel 2014”.

Manuela Viel

Manuela Viel

Dal punto di vista sociale è stata invece Manuela Viel, Direttrice di Assosport (Associazione Nazionale Produttori Articoli Sportivi), a presentare l’iniziativa Dote InMovimento che ha l’obiettivo di supportare economicamente le famiglie disagiate nell’inserimento dei bambini nelle società sportive. “Il nostro è un progetto sociale, nato per incentivare l’attività sportiva nei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni”, ha spiegato la direttrice dell’associazione che conta 130 aziende associate per un fatturato aggregato di 4,5 miliardi di euro. “In Italia, infatti, 24 milioni di persone, il 40% della popolazione, non praticano alcuna attività fisica. Un italiano su tre è sovrappeso, uno su dieci è obeso. Numeri che riferiti ai bambini si traducono in due su dieci sovrappeso e uno su dieci obeso. Per il sovrappeso e l’obesità si spendono, in Italia, 28 miliardi di euro l’anno. Il nostro progetto, che per ora è solo pilota in Veneto, prevede la creazione di un fondo da destinare ai bambini della scuola primaria. Con i fondi raccolti finora abbiamo emesso dei buoni “Dote Sport” del valore di 150 euro ciascuno che le società sportive, iscritte al registro Coni e aderenti all’iniziativa, hanno accettato a copertura totale dei costi per la pratica sportiva di un bambino per l’intero anno scolastico. A oggi, contiamo 2000 famiglie iscritte, 1000 bambini beneficiari, 600 società sportive aderenti e 48 sponsor e partner. Ora l’obiettivo è portare l’iniziativa anche nelle altre regioni italiane”.

“Lo sport è uno straordinario addestramento alla vita, sinonimo di valori fondamentali a livello culturale, sociale ed educativo”, ha sottolineato Matteo Marzotto, Vice Presidente di Italian Exhibition Group che, per il 2016, si attende dimensioni di fatturato di circa 119 milioni di euro. “E’ anche un volano per l’economia nazionale, rappresentando importanti filiere produttive del Well Done in Italy”.

Giovanni Malagò, Presidente CONI, e Matteo Marzotto, Vice Presidente Ita...

Giovanni Malagò e Matteo Marzotto

“Chi investe nello sport fa una cosa intelligente: negli ultimi tre anni si è registrata una crescita della pratica sportiva, migliorata oltre l’1% ogni anno e il Veneto è una delle regioni più virtuose”, gli ha fatto eco Giovanni Malagò, Presidente del Coni. “Nel mio mandato mi sono impegnato, in particolar modo, a sdoganare il mondo paralimpico, in molti paesi lontano dal mondo olimpico. Oggi posso dire che, da noi, hanno la stessa dignità. Sogno una completa fusione tra questi due mondi perché, se si è atleti, lo si è a 360 gradi”.

giusy versace e francesca dallapè

Giusy Versace e Francesca Dallapè

E la voce del mondo paralimpico non poteva che essere quella di Giusy Versace, insieme a Francesca Dallapè presente al convegno in rappresentanza degli atleti. “Di sport non si parla mai abbastanza”, ha ammesso la prima atleta donna italiana a correre con una doppia amputazione agli arti inferiori. “Io punto molto sull’integrazione. Lo sport fa bene a livello fisico ma soprattutto a livello mentale, aiuta ad abbattere le barriere. Tanti disabili non sanno cosa possono veramente fare, non conoscono il movimento paralimpico. È importante che capiscano che si può diventare atleti dal nulla, io ne sono un esempio. Lo sport permette di uscire di casa, di viaggiare, di confrontarsi, di conoscere e di farsi conoscere. È importante dare voce alle tante abilità che ci sono dietro a una condizione fisica difficile”. Lo sport fa anche questo.